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Canone Rai in bolletta: iniziano ad essere specificati chi potrà non pagare e gli esentati tra PC, cellulari, prima e seconda casa

Novità sul canone Rai 2016. Non sarà legato al possesso di smartphone e tablet e non saranno soggetti gli studenti fuori sede che non cambiano la residenza.




Nuove regole per il canone Rai a partire dal 2016. Le due novità principali sono la riduzione dell'importo dagli attuali 113,50 a 100 euro e il pagamento attraverso la bolletta elettrica. Saranno soggetti i proprietari e i domiciliati delle prime case ovvero le utenze domestiche. Come spiegato da Antonello Giacomelli, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, gli studenti fuori sede che non cambiano la residenza non dovranno corrispondere il canone. Viene dato per scontato il possesso di un televisore, altro requisito indispensabile per essere soggetti all'imposta. Spetterà eventualmente al singolo cittadino dimostrare il contrario all'Agenzia delle Entrate.

Stando alle ultime notizie di queste ore, non dovrebbe esserci alcun legame con i dispositivi mobile ovvero con smartphone, tablet e PC. Proprio questo è uno dei punti di maggiore discussione poiché è certamente vero che la visione dei programmi Rai è possibile anche attraverso il web, ma in quanti utilizzano il proprio smartphone per sintonizzarsi su Rai 1 e canali affini? Il pagamento del canone sarà comunque dilazionato in rate di 16,66 euro da versare ogni 2 mesi. L'ipotesi di una doppia rata da 50 euro è stata messa da parte per non mettersi al riparo da eventuali morosità. Sanzioni di 500 euro per chi si rifiuta di pagare.

Tutti i dettagli, appena si raggiungerà un accordo condiviso, saranno inseriti in un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, da pubblicare entro 45 giorni dall'entrata in vigore della manovra finanziaria e dunque entro il 15 febbraio 2016. Confermate infine le esenzioni per i militari delle Forze Armate Italiane, limitatamente a ospedali militari, case del soldato e sale convegno dei militari; quelli di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato; gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia a condizione che nel Paese siano applicate misure corrispondenti per quelli italiani; le imprese che esercitano l'attività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il