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Canone Rai: chi paga, esenzioni, detrazioni bolletta regole ufficiali 2016 Governo Renzi computer, TV, cellulari prima, seconda ca

Sono in arrivo nuove regole per il pagamento del canone Rai che sarà legato al possesso di un televisore e non di un dispositivo elettronico.




Quali sono le novità sul pagamento del canone Rai 2016? Quali le differenze rispetto alle regole in vigore quest'anno? Il primo cambiamento va ricercato nell'importo da versare che passa da 113,50 a 100 euro. Cambiano anche le modalità di versamento dell'imposta. Se fino a questo momento è stato possibile utilizzare il bollettino postale, recarsi nelle tabaccherie del network Lottomatica Servizi, utilizzare il servizio di carte di credito al telefono, o sfruttare l'app Canone TV per iPhone, iPad e smartphone e tablet Android, dal prossimo anno sarà addebitato nella bolletta della luce e distribuito in 6 rate di 16,66 ciascuna.

Se fino a ora il canone Rai è stato corrisposto da "chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo", stando a quanto dichiarato dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, dal prossimo anno saranno chiamati alla cassa solo i possessori di televisore e non di PC, smartphone, tablet ovvero dei dispositivi in grado di collegarsi via web ai canali Rai. L'imposta si pagherà solo sulla prima casa e non coinvolgerà gli studenti fuori sede, purché abbiamo mantenuto la residenza nel nucleo familiare originario.

Le categorie esentate saranno le stesse di adesso ovvero gli over 75 che non convivono se non con il coniuge e purché in possesso di un reddito che non sia complessivamente superiore complessivamente a 6.713,98 euro annui, i militari delle Forze Armate Italiane, limitatamente a ospedali militari, case del soldato e sale convegno dei militari; quelli di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato; gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia a condizione che nel Paese siano applicate misure corrispondenti per quelli italiani; infine le imprese che esercitano l'attività di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il