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Insulta capo sul blog: licenziato

Lavoratore irreprensibile con il 'vizio' del blog. Vizio fatale, perché proprio il suo diario online gli è costato il posto di lavoro.



Lavoratore irreprensibile con il 'vizio' del blog. Vizio fatale, perché proprio il suo diario online gli è costato il posto di lavoro. E' capitato in Scozia a Joe Gordon, che la catena di librerie Waterstone’s, di Edimburgo, ha deciso di cacciare. Questa la motivazione della commissione disciplinare: 'Il signor Gordon ha infangato il buon nome dell’azienda. Va licenziato'. Sul suo blog, l'uomo aveva ironizzato sul suo capo e sulla sua azienda.

Lo 'scivolone' è contenuto nelle pagine del 'Woolamaloo Gazette', dove Joe Gordon, da unidici anni impiegato in una libreria della città scozzese, ha storpiato il nome della sua azienda, la Waterstone’s, chiamandola 'Bastardstone’s', fatto riferimento a orari da schiavitù, e soprannominato il suo dirigente 'capo diabolico' o 'portasandali' oltre a paragonarlo a personaggi dei cartoons scelti per la propria debolezza. Il tutto, ovviamente, senza mai citarne il nome e il cognome. Una precauzione, quest'ultima, non sufficiente ad evitare la dura reazione della sua azienda, inflessibile nel licenziare l'uomo. Si è infatti rivelato inutile anche l'estremo tentativo di Joe Gordon di spiegarsi: 'Non volevo offendere nessuno - ha detto -. Se mi avessero chiesto di non parlare più del mio lavoro nel blog lo avrei fatto. Invece hanno preferito usare le maniere forti'.

Il licenziamento del povero Joe non è il primo in assoluto nel suo genere. Qualche tempo fa fece infatti scalpore la storia di Ellen Simonetti, che perse il proprio posto di lavoro negli Stati Uniti per aver osato pubblicare una propria foto con la divisa da hostess sulle pagine del suo blog. Dove, evidentemente, a nessuno è permesso mischiare la propria vita privata con quella 'pubblica'.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il