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Pensioni novità e ultime notizie continuano le numerose sentenze vinte quota. Unica strada veloce quota 100, mini pensioni

Nell’attesa di soluzioni pensioni universali continuano i casi di ricorso ai tribunali: le novità e i possibili precedenti che potrebbero dare il via ad un fiume di ulteriori ricorsi




Dopo i minimi provvedimenti sulle pensioni, come staffetta ibrida per gli over 63, proroga del contributivo donna solo per quest’anno, aumento irrisorio della no tax area per i pensionati over 75, le ultime notizie sulle pensioni riportano novità che potremmo definire anche contraddittorie. Mentre, infatti, è già stata ripresa la discussione sulle possibili proposte da presentare per ulteriori cambiamenti e i diversi partiti politici sono già a lavoro sulla definizione di nuovi emendamenti da presentare entro la fine del lungo iter di approvazione della nuova Manovra 2016, e c’è chi auspica l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, staffetta per tutti, contributivo ma anche assegno universale, c’è chi invece accorcia le distanze e, considerando il tantissimo tempo già trascorso e che ancora bisognerà probabilmente attendere per una soluzione pensionistica universale per tutti, decide di rivolgersi ai tribunali di competenza.

Così ha fatto Giuseppe Cardinale, 70 anni, di Palermo, ex manager della Standa, è che ha presentato un ricorso battendo Inps e Stato e che per primo ha presentato la questione di illegittimità costituzionale sul blocco della perequazione degli assegni oltre tre volte il minimo; così hanno fatto alcuni quota 96 della scuola, lavoratori tra docenti e personale Ata che hanno  maturato i requisiti di accesso alla pensione ben tre anni fa ma ancora costretti a lavoro dall’attuale legge, che hanno presentato ricorso al tribunale di Salerno che, l’anno scorso, ha disposto l’immediato pensionamento di 42 professori salernitani; e così ha fatto anche un uomo di 65 anni, rimasto senza lavoro e senza pensione a seguito dell’entrata in vigore dell’attuale legge pensioni, nonostante l’accordo di uscita con l’azienda,e che dopo aver presentato ricorso si è visto riconoscere dal giudice di pace l’obbligo di corresponsione della pensione da parte dell’Inps.

E questa potrebbe essere una sentenza decisamente importante e significativa, considerando che è la prima di questo genere e potrebbe creare un precedente per una serie di ricorsi. E mentre si attende la sentenza della class action avviata per la proroga del contributivo donna, nell’attesa di soluzioni pensioni universali, le singole regioni hanno già iniziato a muoversi in piena autonomia. Per esempio, in Friuli Venezia Giulia, come già accaduto in Molise e a Trento, è stato introdotto l’assegno universale, l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni, ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui, e ha sottoscritto un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili. Via all’assegno universale anche per i cittadini della Lombardia entro la fine dell’anno.

In Piemonte, è stato, invece, messo a punto un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione che riceverebbe un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà essere restituito in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo. In Sicilia, è stato approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre in Calabria è stato messo definito uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro e della creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il