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Sono tanti i punti di attrito sulla pubblica amministrazioni in Italia, a partire dalle risorse da destinare allo sblocco dei contratti degli statali.




Il traguardo dello sblocco dei contratti degli statali è ancora lontano, ma una volta raggiunto non è affatto detto che sarà tirato un sospiro di sollievo. Costretto a dare seguito alla sentenza dell'Alta Corte che ha giudicato illegittimo il blocco che dura dal 2010, il governo è disposto a mettere sul tavolo delle trattative circa 300 milioni di euro. Un importo che potrebbe rivelarsi irrisorio in sede di busta paga. Stando ai calcoli che girano in questi giorni, la media dell'aumento sarebbe di circa 10 euro lordi. Non solo, ma come più volte ribadito dall'esecutivo, non è prevista la retroattività per cui i mancati aumenti degli ultimi cinque anni finiranno nel dimenticatoio.

Il governo sta per ora lavorando su altri questioni. In prima battuta sull'applicazione della riforma Brunetta che prevede la riduzione a quattro dei comparti e la distribuzione dei dipendenti pubblici di ogni amministrazione in tre fasce di merito. Quindi sulla stretta nelle assunzioni. La spesa sarà ridotta al 25% di quella per i dipendenti che vanno in pensione. Quindi sull'abbassamento delle soglie per gli stipendi dei manager delle aziende partecipate, con la definizione di tre fasce. Infine sullo spostamento dei 20.000 dipendenti in esubero delle amministrazioni provinciali. Le prospettive del confronto tra governo e sindacati non sono affatto positive. Basti pensare che è già in programma una grande mobilitazione generale di tutti il pubblico impiego nel mese di novembre che segue la protesta delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco nel giorno della presentazione della manovra finanziaria.

A provare a fare dei calcoli più precisi ci ha provato Anief, sindacato della scuola, secondo cui oggi un dipendente pubblico guadagna in media circa 1.500 euro al mese. A suo dire un adeguamento adeguato dovrebbe prevedere un incremento in busta paga di 74 euro, a cui andrebbero aggiunti 4.159 euro di arretrati dal blocco dell'indennità di vacanza contrattuale, oltre a 1.010 euro dal 2016 per altri 8 euro di aumento.

Più in generale, il governo sta cercando di sistemare la pubblica amministrazione italiana anche in riferimento all'utilizzo dei costi e dei fabbisogni standard per assegnare a Regioni, Asl e Comuni le risorse alle singole amministrazioni e alla pubblicazione online dei costi delle singole unità. E ancora: piano per la razionalizzazione delle partecipate degli enti locali per migliorare l'efficienza, revisione approfondita e analitica dei diecimila capitoli di spesa della amministrazione centrale dello Stato, riorganizzazione e taglio degli uffici periferici sempre statali, intervento per la razionalizzazione della spesa per le pensioni e gli assegni di invalidità. L'obiettivo è l'eliminazione dele le differenze tra le varie regioni e impedire gli abusi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il