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Rinnovo contratti, sblocco stipendi e nuove regole riforma pubblica amministrazione statali,polizia,forze ordine: novità settimana

Le trattative per il rinnovo del contratto degli statali non iniziano nel migliore dei modi. Sindacati pronti a scendere in piazza.




Lo sblocco dei contratti degli statali ci sarà, ma riuscirà a sconterà tutti. I circa 300 milioni di euro che potrebbero diventare 400 al massimo si tradurranno in un aumento esiguo. Talmente basso, pari a circa 10 euro lordi, che i sindacati sono pronti ad allungare la lista delle recriminazioni, già composta da spending review, blocco delle assunzioni, inasprimento delle condizioni con cui andare in pensione, e a scendere di nuovo in piazza. A detta di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uilpa, non si tratta di un contratto ma di una mancia e chiedono condizioni più adeguate. Sul piede di guerra forze di polizia e vigili del fuoco che aveva già protestato in occasione della presentazione della manovra finanziaria, coordinati da Sap, Coisp Consap, Sappe, Sapaf Conapo e Cotipol.

Confermata la non retroattività della misura, anche e soprattutto perché non prevista dall'Alta Corte che ha obbligato a rinnovo. Prima di sedersi attorno al tavolo delle discussioni con i sindacati, il governo vuole ridurre da 11 a 4 i comparti pubblici: Funzioni centrali che comprende ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali e enti previdenziali, Scuola (Università e ricerca), Sanità, Enti locali. Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha già dato mandato all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione.

Nel corso della settimana è stata fatta poi luce sul numero dei dipendenti pubblici in Italia in rapporto alla popolazione. Ogni mille abitanti sono 93 in Valle d'Aosta, 78,7 nella provincia di Bolzano, 72,6 in quella di Trento, 71 nel Lazio, 69,9 in Friuli Venezia Giulia, 66,1 in Sardegna, 62,6 in Liguria, 60,9 in Molise, 59,4 in Basilicata, 57,9 in Calabria, 57,2 in Sicilia, 56,1 in Toscana, 55,8 in Umbria, 55,5 in Abruzzo, 52,8 nelle Marche, 51,8 in Emilia Romagna, 51,6 in Puglia, 51 in Campania, 50,2 in Piemonte, 46 in Veneto, 41,5 in Lombardia. La media italiana è di 54,1 dipendenti pubblici ogni mille abitanti. Infine, per quanto riguarda i pensionamenti obbligatori in conseguenza del decreto Madia, sono stati 5.200 tra i lavoratori di età compresa tra i 65 e 66 anni e 3 mesi, per via dell'abolizione del trattenimento in servizio e della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il