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Pensioni novità e ultime notizie nuove sentenze tribunali positive mostrano che norme attuali sono ingiuste

I casi dei ricorsi in tribunali per sentenze pensioni e novità anche dalle Regioni nell’attesa di soluzioni universali dal governo: la situazione attuale




Continua ad essere piuttosto viva la discussione sulle pensioni e mentre parecchi lavoratori e pensionandi attendono ulteriori novità dopo le minime misure approvate con la nuova Manovra Finanziaria 2016, le ultime notizie dimostrano come ricorrendo a tribunali competenti per risolvere casi pensioni rappresenti un’ottima strada per vincere. Tanti gli esempi: Giuseppe Cardinale, 70 anni, di Palermo, ex manager della Standa, è, per esempio, un pensionato che ha presentato un ricorso battendo Inps e Stato. Lui per primo è riuscito a far valere in tribunale la questione di illegittimità costituzionale 1 sul blocco della perequazione degli assegni oltre tre volte il minimo. Una sentenza inizialmente isolata ma che poi è stata estesa a ben 5 milioni di pensionati dalla decisione della Consulta.
 
Tra i casi più significativi, il ricorso di una parte degli interessati di quota 96 della scuola, lavoratori tra docenti e personale Ata che hanno  maturato i requisiti di accesso alla pensione ben tre anni fa ma ancora costretti a lavoro dalle attuali norme che non hanno considerato la specificità del comparto scuola, al tribunale di Salerno che con la sua sentenza, l’anno scorso, ha disposto l’immediato pensionamento di 42 professori salernitani.

Tra gli ultimi casi più famosi, quello del ricorso di un uomo di 65 anni che sarebbe potuto andare in pensione a seguito di un accordo di uscita con la propria azienda ma che, a seguito dell'entrata in vigore della legge pensioni attuale, è rimasto senza lavoro e senza pensione. Nell'attesa di maturare la sua pensione finale, l'uomo aveva svolto piccoli lavori ma decreto ministeriale di attuazione della legge pensioni vieta di svolgere lavori se si rientra tra i salvaguardati. L'uomo, in alternativa, non avrebbe però avuto i mezzi di sostentamento necessari per vivere e ha quindi deciso di presentare ricorso, vincendo per la prima volta una causa di questo genere che potrebbe dare il via ad un fiume di ricorsi e obbligando l'Inps a versargli la pensione che gli spetta.

Siamo inoltre in attesa della sentenza della class action avviata per la proroga del contributivo donna, che potrebbe avere anche l’effetto di estensione di questo sistema di uscita dal lavoro anche per gli uomini. Insieme ai tribunali, novità e decisioni ufficiali sulle pensioni arrivano dalle Regioni che, in attesa di soluzioni universale dal governo, hanno iniziato a muoversi già da sole.

Per esempio, in Piemonte il presidente Chiamparino ha proposto un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione che riceverebbe un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà essere restituito in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo. In Sicilia è stato, invece, approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre in Calabria è stato messo definito uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro e della creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

In Friuli Venezia Giulia, come già accaduto in Molise e a Trento, la presidente Serracchiani ha deciso di introdurre l’assegno universale, prevedendo l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui. Ma per richiedere l’assegno la condizione è quella di sottoscrivere un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili. Via all’assegno universale anche per i cittadini della Lombardia entro la fine dell’anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il