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Pensioni novità e ultime notizie tutti i numeri dei rapporti recenti mostrano necessità riforma pensioni quota 100, mini pensioni

I recenti numeri sulle pensioni e sullo stato di salute del nostro sistema previdenziale non sono certo positivi: novità e cosa fare per risolvere problemi e iniquità




I tecnici del Tesoro hanno sempre bloccato proposte di cambiamento della legge pensioni attuale motivando tale decisione con la mancanza di risorse economiche necessarie. Eppure le ultime notizie sulle pensioni mettono in evidenza numeri che dovrebbero far riflettere. Non ci sono soldi, infatti, per approvare piani di prepensionamento come quota 100, mini pensioni ma anche assegno universale, ma, secondo l’ultimo Rapporto sugli ammortizzatori sociali della Uil, nel 2014 sono stati spesi 23,9 miliardi per ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione, Aspi, mini Aspi e disoccupazione, con un saldo negativo di 14,6 miliardi di euro, usati per la spesa assistenziale non prettamente previdenziale.

Cifra che avrebbe potuto essere investita, per esempio, nell’assegno universale, anche se non per tutti, ma più controllabile e soprattutto importante per dare nuovo slancio a consumi e fiducia. A rendere ancor più negativo questo quadro di spese esagerate, il boom di pensioni anticipate, ben 109mila primi 9 mesi del 2015.

Molti lavoratori, infatti, hanno accettato eventuali penalizzazioni a loro carico pur di uscire prima del prossimo anno. Dal primo gennaio 2016, infatti, l'età pensionabile salirà ancora, di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, scatto che si ripeterà ogni due anni, in base alla legge vigente, fino ad arrivare ai 69 anni e 9 mesi.

Inoltre, milioni di pensionati percepiscono meno di mille euro al mese, che scendono anche a 500 euro per moltissimi, una cifra che non permette di certo la possibilità di una vita dignitosa. Considerando che nella nuova Manovra Finanziaria non vi è alcun provvedimento di soluzione a tali situazione, è ben motivata l’intenzione di voler rimettere presto mano al decreto previdenziale che, insieme alla riduzione delle agevolazioni fiscali per le famiglie, punterebbe alla divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale nell’ottica di una redistribuzione equa delle risorse e di riportare equità nel sistema previdenziale italiano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il