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Pensioni novità e ultime notizie legge Renzi-Boeri, quota 41, quota 100, quota 101, assegno universale, staffetta della settimana

Nessuna novità pensioni di quelle auspicate contenute nella nuova Manovra 2016 ma le ultime notizie confermano già lavori per ulteriori cambiamenti: cosa aspettarsi?




La nuova Manovra Finanziaria non contiene nulla su piani di quota 100, mini pensione, contributivo, o quota 101, 41 particolarmente vantaggiosa per i precoci che hanno iniziato a lavorare da giovanissmi, legge ibrida Renzi-Boeri né sull’assegno universale, ma le ultime notizie confermano che i diversi partiti politici, da Pd stesso a M5S, Lega e Forza Italia sono già a lavoro per l’elaborazione di nuovi emendamenti per proporre ulteriori cambiamenti alle pensioni e miglioramenti delle misure già approvate. Queste ultime riguardano, in particolare,  un aumento ma decisamente irrisorio della no tax area, cioè la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef, per i pensionati sopra i 75 anni che passa dai 7.750 euro agli 8.000. euro, mentre per i pensionati di età inferiore ai 75 anni sale da 7.500 euro a 7.750 euro; la proroga del contributivo donna e la staffetta ibrida per gli over 63.

La proroga del contributivo donna, però, è valida solo per le domande presentate per il 2015 e in questo caso ci si prepara a presentare emendamenti che chiederanno un’ulteriore proroga di uno o due anni ancora di questo meccanismo; mentre la staffetta ibrida per gli over 63 prossimi ormai alla pensione che possono scegliere di ridurre il proprio orario di lavoro, con contributi previdenziali che, però, continuerebbero ad essere regolarmente pagati dallo Stato, vale solo se in accordo con il datore di lavoro e per i lavoratori del settore privato, e si punta ad eliminare il vincolo di accordo con il datore di lavoro e ad abbassare la soglia di uscita.

Si prospettano settimane di lavoro piuttosto intense, considerando che ci saranno gli emendamenti da discutere e che se non saranno approvati entro fine anno con l’approvazione definitiva della nuova Manovra saranno certamente rimandati ai primi mesi del 2016 come annunciato sia dal premier Renzi che dal presidente dell’Inps Boeri, decisamente pronto a rimettere mano alla questione previdenziale in tempi brevissimi e per soluzioni universali e non parziali come sono state prospettate nella nuova Manovra. Potrebbe tornare in discussione a breve, dunque, anche il decreto previdenza cui ha aperto in settimana anche il ministro dell’Economia e che potrebbe contenere anche il piano ibrido Renzi-Boeri, mix dei sistemi di quota 100, mini pensione e contributivo, appoggiato da tutti e che sarebbe anche a costo zero per lo Stato.

Ma è possibile si torni a lavorare sulle pensioni partendo dalla strategia iniziale del premier. A far pensare a questa ipotesi il sostegno che sempre il ministro dell’Economia avrebbe dato al piano di revisione delle agevolazioni fiscali già annunciate tempo fa dal premier e che affiancherebbe la divisione di spesa assistenziale e spesa previdenziale e cambiamenti negativi per pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, baby pensioni, da cui si ricavare nuove risorse da reinvestire in cambiamenti positivi per le pensioni.

Un’altra misura contenuta nella Manovra 2016 ma poco citata, vale a dire l’istituzione di un fondo povertà del valore di 600 milioni da erogare alle famiglie più povere con minori a carico, sembra anticipare la possibilità di approvazione dell’assegno universale e, considerando l’ultimo appoggio a questa misura arrivato dal ministro dell’Economia per adeguarsi al modello europeo visto che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, e che si tratta di una misura cui si dice da sempre favorevole l’Ue, per lo stesso motivo appena citato, si tratta di una ipotesi che potrebbe diventare sempre più fattibile anche se resterebbe ancora da capire a chi estenderlo, se solo agli over 55 che perdono il lavoro e non possono ancora andare in pensione o a tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il