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Pensioni novità e ultime notizie piani e nuove prospettive rilanciati da Poletti, Renzi, Baretta, Padoan Boeri seppur con ostacoli

Rilanciare piani positivi per cambiare ulteriormente le pensioni e quali novità aspettarsi? Le ultime posizioni di autorevoli esponenti politici e del presidente dell’Inps




Dopo le misure minime approvate con la nuova Manovra Finanziaria, le ultime notizie sulle pensioni si concentrano sulle intenzioni di rilanciare ancora piani di cambiamento senza però stravolgere l'attuale legge. E il sottosegretario Baretta ha confermato che non serve rivedere del tutto la legge attuale ma basta mettere a punto cambiamenti che permettano ai tutti i lavoratori di andare in pensione prima, modificando l'età pensionabile.

In settimana, a sorpresa, anche il ministro dell'Economia Padoan ha aperto a novità pensioni, partendo da quella revisione delle agevolazioni fiscali che potrebbero permettere poi l'approvazione dell'assegno universale. Si tratta di una misura cui Padoan ha aperto soprattutto per adeguarsi al modello europeo, considerando che l'assegno universale esiste già in tutti gli altri Paesi europei. Il ministro del Lavoro ha, inoltre, assicurato l’intenzione di tornare a lavorare in breve tempo sulle pensioni per mettere a punto novità che siano però collegate al lavoro, e quindi al rilancio di occupazione giovanile e produttività.

In riferimento poi all’innalzamento della no tax area per i pensionati over 75, poi, Poletti ha precisato che si tratta di un aumento che scatterà dal 2017, ma se l’Ue dovesse concedere la clausola per i migranti si potrà valutare di anticipare la misura.  Lo stesso premier Renzi, solo qualche settimana fa, aveva annunciato la ripresa delle discussioni sulle pensioni nei prossimi mesi, forse tra gennaio e febbraio 2016, anticipando la possibilità di avviare una nuova consultazione pubblica online per raccogliere le proposte dei diretti interessati e mettere a punto una soluzione universale per tutti.

Renzi ha spiegato di aver rimandato misure ulteriori sulle pensioni soprattutto legate alla possibilità di permettere a tutti i lavoratori di andare in pensione prima per evitare di creare ulteriore caos, per cui ha preferito attendere per capire la reale disponibilità economica e aver ben chiari i numeri. Il presidente dell’Inps Boeri, che ha bocciato le misure del premier Renzi, continua, tuttavia, a lavorare in silenzio per rivedere il sistema previdenziale italiano e, deluso per i minimi provvedimenti presi nella Manovra, ha fatto sapere che si tornerà certamente a parlare di pensioni nel 2016.

Tutti buoni propositi, dunque, di ripresa dei lavori sulla questione pensioni, ma vi sono due novità ufficiali che sembrano gettare un po’ d’ombra sulla reale intenzione del governo di rimettere mano effettivamente alla legge pensioni attuale. Le novità riguardano due atti ufficiali che dimostrano tali possibili dubbi: il primo è la lettera di accompagnamento della manovra inviata all'Ue su misure minime e marginali sulle pensioni; il secondo è l'ultima relazione tecnica presentata in Parlamento, da cui emerge che la media dell'età di uscita dal lavoro è quasi di 67 anni per i Paesi di tutta Europa, cosa in realtà decisamente falsa, considerando che, per esempio, in Germania, dopo la revisione della legge pensioni della scorsa estate, si esce a 63 anni, in Francia tra i 62-63 anni, e nel Regno Unito a 65 anni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il