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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, assegno universale in uno solo colpo due novità negative

Nuovo freno dall’Unione europea e nuovo blocco delle perequazioni automatiche: novità negative delle pensioni e scenari possibili




Nuovo freno dall’Unione europea e nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni sono le novità negative che non sembrano poter prospettare cambiamenti positivi per le pensioni, così come si spera. Le ultime notizie di questi giorni si sono infatti concentrare sui possibili emendamenti di novità e miglioramenti che sarebbero, e potrebbero ancora, arrivare entro la fine dell’anno, dopo le misure già approvate con la nuova Manovra Finanziaria. Si tratta, infatti, di provvedimenti minimi e secondo molti inefficaci e poco vantaggiosi che meriterebbero di essere migliorati e integrati con ulteriori novità.

Partendo, per esempio, dalla proroga del contributivo donna, è vero che è stata approvata ma limitatamente a quest’anno. La richiesta, invece, quella di prorogarne ancora la validità per un altro anno o forse due. Passando alla staffetta ibrida per gli over 63, è vero che permette la riduzione dell’orario di lavoro senza alcuna ripercussione sul pagamento dei contributi previdenziali che continuerebbero ad essere regolarmente pagati al lavoratore, ma la soglia di uscita è troppo alti secondo alcuni, visto che è fissata a 63 anni e l’età normale di uscita è di 66 anni; si punta inoltre a cancellare il vincolo di accordo con il datore di lavoro nonché ad accrescere i fondi da impiegarvi.

Ma non solo: ulteriori emendamenti riguarderanno certamente piani di uscita con quota 100 e mini pensioni, ma anche quota 101, quota 41, pensata soprattutto per favorire i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi, nonché l’assegno universale, cui nei giorni scorsi ha aperto anche il ministro dell’Economia per adeguarsi al modello europeo, giacchè si tratta di una prestazione sociale che già è in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei.

Ma l’Unione europea chiuderà probabilmente alla concessione di ulteriori margini di flessibilità per l’Italia, il che significa far svanire la possibilità di ulteriori cambiamenti per le pensioni, cui si aggiunge il blocco, che sembra ormai stabilito, alle perequazioni parziali automatiche delle pensioni, misura necessaria per recuperare le coperture delle novità già approvate nella Manovra 2016.

Questa situazione lascia pensare che per ogni altro cambiamenti sulle pensioni bisognerà aspettare, molto probabilmente, il prossimo 2016. Ma non è una novità: lo ha dichiarato già tempo fa il premier, lo ha detto anche il presidente dell'Inps e certamente si rimetterà subito mano alle pensioni nei prossimi mesi, il probalema sarà decidere come e quando agire con novità concrete. L'attesa è probabilmente per un nuovo decreto previdenza, che sembra essere appoggiato anche dal ministro dell'Economia, e che potrebbe contenere cabiamenti per rivedere i requisiti di uscita da lavoro, insieme a divisione di spesa assistenziale e spesa previdenziale ma anche tagli probabilmente su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra,  e revisione di quelle agevolazioni fiscali già annunciate dal premier mesi fa e su cui si è detto d'accordo anche il ministro dell'Economia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il