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Pensioni ultime notizie e novità norme nuove fattibili grazie a dati economici attuali e previsioni nel medio termine

Nuovi commenti su misure Manovra e prospettive economiche dell’Italia: se tutto migliorasse più possibili novità pensioni necessarie




L’Unione Europea chiude a nuovi margini di flessibilità per ulteriori provvedimenti nella nuova Manovra Finanziaria, le novità sulle pensioni sono ancora nulle, o quasi considerando i minimi provvedimenti approvati, ma le ultime notizie potrebbero far ben sperare in prossime novità positive nonostante il quadro attuale non lo sia poi così tanto. Mentre infatti l’Europa è ancora scettica, la fiducia dei cittadini decisamente vacillante e mancano a livello macroeconomico segni tangibili di una ripresa tale da rivedere nell’Italia gli antichi fasti di un tempo, secondo il Centro studi Confindustria, la Manovra ‘ha un impatto positivo pari allo 0,3% del Pil nel 2016’.

Per il Centro studi di Confindustria, infatti, ‘La manovra varata dal governo consolida la previsione di un aumento del Pil dell'1,5% l'anno prossimo e consentirà all'Italia di controbilanciare il rallentamento del commercio globale. Quanto alla produzione industriale, si stima un balzo a settembre dello 0,9%, dopo il calo dello 0,5% segnato ad agosto’. In particolare, per Confindustria, la nuova Manovra prevede 26,5 miliardi di provvedimenti finanziati in larga parte in deficit, ricorrendo per 13,5 miliardi alle clausole di flessibilità europee, e con tagli alla spesa (5,8 miliardi). Inoltre, l'abolizione della Tasi sulla prima casa e le misure di contrasto della povertà sosterranno i consumi, ma a favorire fiducia e investimenti contribuiranno anche il sostegno fiscale all'acquisto di beni strumentali, la cancellazione dell’Imu sugli impianti, l'incentivo alla contrattazione decentrata, la contribuzione ridotta sui neo-assunti e la riduzione dell’Ires.

Secondo, invece, l’ultimo rapporto Confcommercio-Censis sulla fiducia delle imprese e delle famiglie italiane, nel 2016 il Prodotto interno lordo potrebbe avvicinarsi al 2%, a due condizioni; la prima è che il governo riduca le tasse in maniera generalizzata su famiglie e imprese e la seconda è che la Manovra ‘esplichi in pieno gli effetti espansivi’. Se nei prossimi anni dovessero verificarsi queste condizioni, ogni novità pensione sarebbe certamente più fattibile, anche se la necessità è quella di agire ora e l’urgenza è indicata dagli stessi numeri, dai conti in rosso dell’Inps, ai valori decisamene minimi degli assegni previdenziali italiani, la maggior parte dei quali sono inferiori ai mille euro e circa due milioni anche di 500 euro al mese.

Ma non solo: secondo le novità contenute nel Rapporto sugli ammortizzatori sociali della Uil, nel 2014 sono stati spesi 23,9 miliardi per ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione, Aspi, mini Aspi e disoccupazione, con un saldo negativo di circa 14 miliardi di euro, cifra che avrebbe potuto essere investita per novità pensioni, approvando, per esempio, l’assegno universale anche se limitato ma che servirebbe a buona parte dei cittadini italiani e contribuirebbe a rilanciare i consumi.

L’aumento del Pil, poi, come da sempre si dice, sarebbe la condizione essenziale per dare la spinta all’approvazione di nuove norme e cambiamenti che permetterebbero di innescare un ciclo positivo tra uscita prima e nuove possibilità di occupazione per i giovani, con conseguente rilancio di produttività e competitività; aumento delle pensioni e assegno universale, che, come detto, sosterrebbero al ripresa dei consumi.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il