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Partita iva nuovo regime dei minimi 2016 e professionisti con partita iva normale: cosa cambia, guida tasse, aiuti, sussidi

La nuova manovra finanziaria prevede misure agevolative per i giovani professionisti e maggiori tutele per i lavoratori autonomi.




Il governo mette di nuovo mano al regime fiscale dei giovani professionisti e dei lavoratori autonomi. La principale novità contenuta nella bozza della manovra finanziaria consiste nel ritorno alle origini del regime dei minimi che, tuttavia, scompare per essere inglobato in un regime unico forfettario. La soglia dei ricavi da non superare usufruire delle condizioni agevolate è mediamente pari a 30.000 euro anziché a 15.000 euro così come stabilito lo scorso anno. La tassazione Irpef viene riportata al 5% (e non al 15%) per i primi 5 anni che diventa poi al 15%. Sì, perché viene abolito il limite di 35 anni di età per rimanere in questa condizione fiscale.

Non ci sono cambiamenti sul fronte contributivo. A meno di novità che potrebbero essere ancora inserite, l'aliquota rimarrà al 27,72%. Nel regime forfettario introdotto dal primo gennaio di quest'anno, e confermato con alcune modifiche dalla manovra finanziaria, il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti nell'anno, senza sottrarre analiticamente i costi sostenuti. I coefficienti attualmente previsti variano in funzione dell'attività esercitata.

Per il calcolo dell'imponibile si tengono dunque presenti i ricavi coefficienti diversi per categoria: per i professionisti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 78%, per artigiani e imprese non alimentari ricavi a 30.000 e coefficiente al 67%; per commercianti di ingrosso e dettaglio ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulanti di alimentari e bevande ricavi a 40.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulante di altri prodotti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 54%; per alberghi e ristoranti ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%.

Più in generale, per i lavoratori autonomi sono allo studio misure di tutela, come la protezione contro le clausole abusive e a tutela del rispetto dei tempi di pagamento dei compensi. L'indennità di maternità sarà erogata alle lavoratrici autonome dall'Inps, su richiesta, a prescindere dall'effettiva astensione dell'attività lavorativa. Inoltre i lavoratori e le lavoratrici autonome, genitori di bambini nati dal primo gennaio 2016, potranno beneficiare del congedo parentale per un periodo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino con lo stesso trattamento economico e previdenziale previsto oggi per i dipendenti. Fino a questo momento il collegato, che prevede coperture anche su pagamenti in ritardo e spese per formazione, è stato accolto con favore da professionisti e associazioni di categoria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il