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Poste Italiane: consigli e previsioni analisti dopo quotazione se conviene o meno comprare. Quale valore può arrivare

Non decolla Poste Italiane nella Borsa di Milano che dopo un iniziale +2% si è stabilizzato a circa il prezzo di collocamento di 6,75 euro.




L'esordio di Poste Italiane a Piazza Affari è stato al di sotto delle migliori aspettative. Se in apertura ha fatto segnare il +2% rispetto all'iniziale prezzo, poi si è progressivamente sgonfiato fino ad assestarsi intorno alla parità. Si ricorda che le azioni di Poste Italiane sono state collocate in Borsa a un prezzo per azione di 6,75 euro, nel mezzo della forchetta di prezzo tra 6 e 7,5 euro fissata all'inizio dell'offerta pubblica di vendita. Stando ad alcuni analisti il titolo non riesce a salire poiché l'Offerta pubblica iniziale è stata troppo alta. Il motivo della convenienza dell'acquisto va cercato nel dividendo che, a questo prezzo, ammonta a quasi il 5%.

Sono stati circa 380 i grandi fondi e investitori che hanno fatto richiesta dei titoli: solo la metà è stata ammessa al collocamento, e con assegnazioni inferiori alla domanda. L'offerta di Poste Italiane ha infatti registrato una richiesta pari a circa 3,38 volte l'offerta. Numeri alla mano, per la parte retail sono arrivate richieste da parte di 303.536 richiedenti per un totale di circa 387 milioni di azioni. Di questi richiedenti 26.234 sono dipendenti di Poste Italiane, che hanno presentato domanda per un totale di 7,5 milioni di azioni. Nessun nuovo socio ha una quota superiore al 2%. La valorizzazione di Poste è stata poco inferiore a 9 miliardi di euro.

Da parte sua, Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, ha ricordato che l'Ipo di Poste Italiane, la più grande quotazione nel 2015 in Europa, "è stata un grande successo con una domanda che ha superato di oltre tre volte l'offerta e una base di investitori fortemente diversificata e internazionale". E ancora: "Il 2015 si sta delineando come un anno particolarmente positivo per Borsa Italiana sia per quantità sia per varietà di aziende che hanno scelto di quotarsi sul nostro mercato. Borsa Italiana sta così consolidando sempre più la sua importanza fra i grandi mercati europei. E il 2016 si prospetta un anno di ulteriore crescita".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il