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Pensioni ultime notizie Ministro Lavoro sottolinea due problemi la cui soluzione aprirebbe novità quota 100, mini pensioni

Il ministro del Lavoro torna a parlare di pensioni e possibili novità: problemi ancora da affrontare, quali sono, come fare e prospettive




Il presidente dell’Inps qualche settimana fa ha rilanciato sulla questione pensioni, annunciando la necessità di novità universali e la ripresa delle discussioni sulla questione previdenziale certamente nel 2016; le ultime notizie, a sorpresa, hanno riportato di nuove aperture a cambiamenti pensionistici anche da parte del ministro dell’Economia, da sempre contrario a cambiare l’attuale legge, che si è rivelata l’unica capace di assicurare sostenibilità finanziaria al nostro Paese, ma che si dice favorevole alla ripresa delle discussioni sul decreto previdenziale, partendo dal piano di revisione delle agevolazioni fiscali per le famigli, e aprendo all’assegno universale, soprattutto per adeguarsi al resto dei Paesi europei dove questa prestazione sociale esiste già.

Lo stesso premier Renzi ha parlato di nuovi lavoro sulle pensioni già dai primi mesi del 2016 e nonostante la confusione che regna sembra ci sia la volontà del governo di lavorare in tal senso, anche se bisognerà effettivamente constatare se gli annunci fatti saranno rispettati. Si susseguono infatti da mesi promesse di lavori sulle pensioni mai fatti. La novità riguarda le ultime affermazioni di ieri del ministro del Lavoro secondo cui prima di procedere alla revisione dell’attuale legge pensioni, e per farlo, bisogna risolvere due problemi fondamentali: il primo, che sarebbe la corretta distribuzione dei costi sul lungo periodo, è legato ai prepensionamenti per tutti; il secondo, gli assegni eventualmente bassi, alla convenienza di questi stessi piani di prepensionamento.

Cosa significa: secondo il ministro del Lavoro, i piani di uscita con quota 100, mini pensione, contributivo, pur prevedendo penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima e assicurando risparmi sul lungo periodo, richiederebbero comunque l’impiego iniziale di risorse , il che rimanda alla redistribuzione dei costi. Nel breve periodo, infatti, devono essere disponibili le coperture per giustificare la ridistribuzione. E’, dunque, necessario, trovare la soluzione per la redistribuzione delle coperture finanziarie e poi spiegarlo ai mercati e all'Ue.

Altro problema da risolvere, sempre secondo il ministro del Lavoro, è quello del valore degli assegni finali. Secondo il ministro, infatti, è vero che le uscite prima devono prevedere penalizzazioni, ma è bene che si modulino queste penalizzazioni in modo adeguato, evitando di creare rischi di erogazione di assegni minimi che innanzitutto non converrebbero ai lavoratori che potrebbero dunque decidere di rimanere a lavoro bloccando il rilancio dell’occupazione giovanile, ma che potrebbero trasformarsi in un nuovo costo per le casse pubbliche.

Si tratta di parole che non suonano certo nuove ma che si ripropongono in maniera ciclica come se il governo volesse temporeggiare sulla definizioni di soluzioni, rimandando di volta in volta la discussione finale sulle pensioni. Il problema dei costi iniziali previsti dai diversi piani di prepensionamento così come la necessità di modulare in maniera equa le penalizzazioni è da sempre al centro delle discussioni politiche e, potremmo dire, che sono stati proprio i problemi di soldi e della scarsa disponibilità di fondi a bloccare ogni cambiamento sulle pensioni finora, per cui ora è diventato un imperativo per il governo lavorarci in maniera concreta in modo da non deludere ulteriormente le aspettative dei cittadini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il