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Azioni e obbligazioni migliori in Borsa da comprare ottobre-novembre-dicembre 2015 con buone previsioni per il 2016. Consigli

Continua a essere piuttosto complesso il panorama delle possibilità di investimento. Attenzione alle obbligazioni inflation linked.




C'è un aspetto che risparmiatori e investitori italiani devono tenere in considerazione nelle scelte per i mesi di ottobre, novembre, dicembre 2015. Per la prima volta i tassi dei Bot semestrali mesi in vendita dal Tesoro sono andati sotto la soglia dello zero. Allargando lo sguardo, anche la Banca centrale europea ha portato a -0,20% i suoi tassi di deposito ovvero il rendimento sui fondi lasciati in deposito dalle banche. E non è da escludere un'ulteriore restrizione dei tassi di deposito europei a dicembre. In un'ottica di diversificazione è dunque consigliabile ampliare gli orizzonti di investimento.

Una possibile alternativa di investimento solo le obbligazioni inflation linked, in cui il rendimento è indicizzato al tasso di inflazione, di cui gli analisti immagini una risalita. Attenzione, però, al rendimento che non cresce per via del mancato decollo dell'aumento del costo della vita. Rimanendo da queste parti, c'è da seguire il caso di Poste Italiane. Nel giorno del debutto il titolo ha chiuso in calo a 6,7 euro dopo aver aperto a più 9%. Il risultato sorprende solo fino a un certo punto, ma i vertici della società invitano alla tranquillità e considerano l'investimento solido e sicuro in una logica di lungo periodo.

Tra i motivi di interesse per gli investitori ci sono l'interessante quota di dividendo sui ricavi e la bonus share per chi manterrà il titolo in portafoglio per 12 mesi dal collocamento. Si fa presente che, in base alle comunicazioni ufficiali, nell'azionariato di Poste non ci sono soci con una fetta maggiore del 2%. La Borsa italiana è l'unica tra le 23 principali nel mondo ad aver perso valore da fine 2004, con un calo del 24,5% a fine giugno. È quanto emerge dalla ricerca Indici e dati dell'Ufficio studi Mediobanca. Senza considerare la scena internazionale l'investimento più redditizio nel medio-lungo termine sembra quello nelle azioni di risparmio, mentre i titoli industriali battono sia le assicurazioni che le banche.

In 13 anni su 20, l'azionario vince sui Bot. Ma nel lunghissimo periodo però, Piazza Affari è decisamente deludente. Il rendimento nominale annuo è del 6,5% dal 1928 a fine settembre 2015. Ma in termini reali e considerando però l'inflazione il bilancio è negativo per il 2,1% annuo. A oggi solo tre titoli sono in positivo al netto dell'inflazione: Generali, Italcementi e Caltagirone. Rispetto a un investimento in Bot Milano ha garantito un rendimento medio annuo superiore all'impiego in 13 casi su 20.

Rimanendo nella stretta attualità, si segnala il crollo di Twitter a Wall Street (-10,8%), a causa dei conti del terzo trimestre, in rosso per 131,7 milioni di dollari. In Italia, nel terzo trimestre Luxottica ha registrato un utile netto di 209 milioni di euro, con una crescita del 21% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il fatturato sale a 2,2 miliardi di euro. Sul versante bancario, il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha deciso interventi pari a circa due miliardi di euro per il salvataggio di Banca Marche, Cassa Ferrara, Banca Etruria e Cari Chieti. Per attuare l'operazione è necessario che il parlamento recepisca la direttiva europea sui salvataggi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il