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Pensioni ultime notizie cosa è stato detto in Commissione. Ed emerge un fatto molto grave

Anche la riunione della Commissione di ieri si è chiusa con un nulla di fatto: ancora nessuna novità pensioni ma anzi solo ultime notizie negative




La riunione di ieri della Commissione Lavoro si è conclusa ancora una volta con un ennesimo nulla di fatto: nessuna novità tra quelle attese è stata presentata e le ultime notizie confermano dire che nulla è stato fatto anche per gli emendamenti, nuovi e migliorativi, di cui si parlava da giorni ma che ancora non sono stati decisi. Nessuna discussione nemmeno sul nuovo metodo che sembrava già essere stato messo a punto dalla Commissione, basato sul piano di quota 100 e con penalizzazioni modulate in base a tipo di lavoro svolto ed età di uscita.

Inoltre, nonostante le ripetute richieste, non è ancora arrivato il parere tecnico vincolante richiesto ai Ministeri competenti sul testo della Commissione, presentato ormai quasi un mese fa, basato su quota 100 e mini pensioni. L’unica risposta arrivata, qualche settimana fa, motivava il ritardo spiegando che i ministri erano impegnati della definizione delle misure della nuova Manovra Finanziaria. E mentre l’attesa era per novità che avrebbero dovuto rendere migliore il sistema pensionistico e i requisiti di uscita dal lavoro, ciò che è, in realtà, emerso è un fatto più grave: il presidente del Consiglio di Sorveglianza dell’Inps, proprio durante la riunione della Commissione, ha dichiarati che dal prossimo anno il rosso dei bilanci dell’Istituto sarà continuo e di circa 10 miliardi all'anno in aumento rispetto a quest'anno.

La situazione è chiaramente grave e da controllare costantemente. Questi numeri negativi pongono ora il duplice problema non soltanto di una revisione delle norme pensionistiche ma anche della necessità di rimettere a posto i conti dell’Istituto. I conti in rosso dell’Inps sono il risultato non di una spesa prettamente pensionistica elevata, ma soprattutto della spesa assistenziale, tra sussidi, pensioni di invalidità e altre tipologie di sostegni legati al welfare. Proprio per frenare queste spese, già mesi fa, il premier Renzi aveva annunciato una divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, piano che era stato precedentemente proposto dall’ex commissario per la spending review Cottarelli, e appoggiato anche dall’attuale Gutgeld e dal presidente dell’Inps Boeri.

Si tratta di una divisione necessaria soprattutto perché nell’erogazione di aiuti e sussidi per la disoccupazione sono presenti distorsioni ed errori, questo il motivo per cui si vorrebbero sostituire tutti i tipi di sostegni oggi erogati con un unico assegno universale che non solo sarebbe limitato ma anche erogato a determinate condizioni in modo da non dare vita facile ai ‘furbetti’ del lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il