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Pensioni ultime notizie e novità statistiche, dati, numeri negativi e positivi continuano a sostenere quota 100, mini pensioni

Gli ultimi numeri sulle pensioni e la condizione lavorativa dimostrano urgenza di novità: cosa si dovrebbe cambiare e miglioramenti attesi




Cambiare l’attuale legge pensioni, sia con revisione dei requisiti di uscita dal lavoro, sia con riorganizzazione dell’intero sistema previdenziale, non è certo una novità, ma le ultime notizie e i numeri recenti sullo stato di salute dell’Inps stesso, insieme all’andamento dell’occupazione italiana, mostrano ancor più chiaramente come la necessità di cambiamenti stia diventando sempre più urgente. E’ vero, infatti, che la disoccupazione è calata ma è anche vero che i numeri non indicano una ripresa pi così eclatante e che iil suo andamento è piuttosto altalenante.

Dall’ultimo Rapporto sugli ammortizzatori sociali della Uil, è poi emerso che nel 2014 sono stati spesi 23,9 miliardi per ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione, Aspi, mini Aspi e disoccupazione, con un saldo negativo di 14,6 miliardi di euro, cifra che invece avrebbe potuto permettere di agire sulle pensioni con l’approvazione dell’assegno universale che non varrebbe per tutti ma certamente per buona parte dei cittadini italiani e contribuirebbe a rilanciare consumi e fiducia.

I numeri negativi sulle pensioni sono confermati anche dal boom di pensioni anticipate, ben 109mila primi 9 mesi del 2015. Nonostante, infatti, le possibili penalizzazioni cui i lavoratori sanno di andare incontro decidendo di lasciare prima il lavoro rispetto alla soglia di uscita fissata, sono aumentate le richieste di poter andare in pensione prima e il motivo risiede nel fatto che aspettando ancora, cioè i 2016, si sarebbe soggetti ad un ulteriore aumento dell'età pensionabile che scatterà dal primo gennaio 2016 portando l'età di uscita a salire di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, scatto a cui molti lavoratori non vogliono assolutamente essere soggetti.

E sono anche diminuite le nuove pensioni previdenziali, sia nel numero che nell'importo complessivamente erogato e oltre il 10% non supera i 500 euro mensili. Insieme, dunque, alla necessità di una revisione dei requisiti di accesso alla pensione, rimettendo in discussione piani di quota 100, o mini pensione, o contributivo, o staffetta per tutti, che permetterebbero ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima lasciando liberi posti di lavoro per le nuove assunzioni dei più giovani, rilanciando così occupazione produttività, sarà necessario anche aumentare gli assegni minimi.

E si tratta di novità che, come ribadito più volte nel corso degli ultimi mesi, saranno fattibili solo e soltanto se l’andamento dell’economia italiana dovesse riprendersi e in maniera costante e continuativa. Se questa condizione si verificasse, la strada per l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta per tutti e assegno universale sarebbe decisamente più semplice.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il