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Pensioni quota 100, mini pensioni, riforma ristrutturazione casa,Tfa e Concorso scuola,riforma Professionisti: ultime giovedì oggi

Le ultime novità pensioni dopo concessione nuovi fondi da Ue, cosa cambia l’anno prossimo per i professionistici con revisione regime dei minimi e atteso ancora nuovo bando concorsone della scuola




L’Ue concede maggiori fondi all’Italia ma è incerto se saranno utilizzati per novità pensioni. Restano confermate le ultime notizie della nuova Manovra Finanziaria su proroga del bonus edilizia e bonus mobili anche per il 2016 e sulle nuove norme che interesseranno i professionisti a partire dalla revisione, ennesima, del regime dei minimi. Ancora atteso il bando per il nuovo concorsone della scuola.

Pensioni quota 100, mini pensioni: La Manovra Finanziaria 2016, dopo aver ricevuto la firma del presidente Mattarella, inizia oggi, 29 ottobre, il suo lungo iter parlamentare e venerdì 13 novembre scade il termine di presentazione degli emendamenti, per poi approdar in Aula martedì 17 novembre. Secondo le ultime notizie, tutti i partiti politici si preparano a presentare novità per ulteriori cambiamenti alle pensioni, visto che le misure approvate nella nuova Manovra sono minime e secondo molti inutili. E’ necessario, dunque, vista l’urgenza conclamata anche dai numeri,continuare a lavorare per una nuova soluzione pensioni entro la fine dell’anno, anche se sarà difficile che vengano approvate ancora ulteriori novità. Ad aprire nuove speranze di cambiamenti i nuovi fondi concessi dall’Ue all’Italia, circa tre miliardi di euro, ma su cui ci sono parecchi dubbi circa il loro impiego. L’auspicio era che l’Ue concedesse ulteriori soldi per lavorare sulle pensioni e aprire alla possibilità di approvazioni di novità come quota 100 o mini pensione, ma al momento è tutto ancora incerto: questi fondi potrebbero essere impiegati per migliorare proroga del contributivo e staffetta ibrida, le cui coperture al momento dovrebbero derivare dal blocco delle perequazioni delle pensioni dal 2017; o per una riduzione del carico fiscale, e cioè abbassamento dell’Ires dal 2016 piuttosto che dal 2017; o per il nuovo piano della Commissione basato sull’uscita con quota 100 e penalizzazioni differenziate in base a lavoro che si svolge ed età di uscita. Per eventuali novità prossime sulle pensioni, che comprendono anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo, l’iter di discussione inizia comunque oggi, mercoledì 28 ottobre, con la nuova riunione della Commissione parlamentare proprio per mettere a punto i nuovi emendamenti da presentare. Ci sarà tempo fino al prossimo 31 dicembre, termine entro il quale la Manovra deve essere approvata, per capire come si lavorerà e quali saranno gli esiti delle novità proposte per una soluzione che sia finalmente universale e non più per cambiamenti parziali.

Riforma ristrutturazioni casa: Resta confermata la proroga al 2016 delle detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione edilizia e del bonus mobili, valido anche per l'acquisto di elettrodomestici. Anche per il prossimo anno, dunque, sarà valida la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali al 65% per i lavori di efficientamento energetico e del bonus del 50% sui lavori di ristrutturazione edilizie. Poi, a partire dal 2017 i bonus si abbasseranno rispettando la precedente programmazione (per le ristrutturazioni non energetiche al 36% per un tetto massimo di 48mila euro). E’stato prorogato al 2016 anche il bonus mobili che prevede uno sgravio Irpef del 50% entro su un limite di spesa di 10.000 euro per i mobili acquistati per un’abitazione in ristrutturazione. Le agevolazioni riguardano l’acquisto di letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi e apparecchi di illuminazione costituenti necessari completamenti all’arredo dell’immobile che è oggetto della ristrutturazione. Escluse dal beneficio pavimentazioni, porte, tende e altri complementi di arredo.

Tfa e Concorso scuola: Tutto sembra sia ormai chiaro sullo svolgimento del prossimo Tfa. Il terzo ciclo del Tfa partirà da gennaio 2016 e i requisiti di accesso, confermati e ufficiali, che richiedono una laurea vecchio ordinamento e esami sostenuti necessari all’insegnamento; una laurea specialistica/magistrale riconosciuta e crediti necessari all’insegnamento; o un diploma Isef valido per l’insegnamento per il Tfa di Scienze Motorie. Possono accedere al nuovo Tfa anche i congelati Ssis in soprannumero e i docenti di ruolo o già in possesso di abilitazione per una classe di concorso diversa da quella che intendono conseguire. Terminato il terzo ciclo del Tfa, però, potrebbe cambiare la formazione iniziale degli insegnanti, che potrebbe partire già all'Università e potrebbero attivati presso le Università e le Accademie di corsi di Laurea magistrale e corsi di Diploma di laurea di secondo livello, coerenti con le classi disciplinari di concorso. Si attende sempre per il primo dicembre, invece, il nuovo bando per il concorso della scuola 2015-2016 e potrebbe esserci un ennesimo passo indietro sulla decisione di escludere dal concorso gli insegnanti già in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Per i giudici del Tar, la procedura concorsuale deve essere ‘primariamente volta a selezionare i migliori per le posizioni da ricoprire, per cui la limitazione della platea dei candidati è certamente poco consona al perseguimento della finalità concorsuale’. Il Miur vorrebbe escludere dal nuovo concorsone anche neo-laureati e i laureati che da anni svolgono attività di docenza nella scuola pubblica. Via libera, invece, alla partecipazione al concorso per i docenti già abilitati Pas e Tfa e di ruolo. Di certo si sa che cambieranno le prove e sarà, per esempio, eliminata la prova di preselezione mentre sarà dato maggior peso alla pratica rispetto alla teoria e all’inglese. Un altro problema è che anche alcuni abilitati potrebbero essere esclusi dal nuovo concorso se le classi risultano in sovrannumero.

Riforma Professionisti: La nuova Manovra Finanziaria, tra le altre misure approvate, prevede novità anche per i professionisti, a partire dall’ennesima revisione del regime dei minimi per i titolari di Partita Iva, certamente i più colpiti da un carico fiscale che sta diventando insostenibile. Se il 2015 può essere definito un anno di transizione per chi ha aperto una partita Iva agevolata, il 2016 significherà un ritorno al passato.  Il regime forfettario introdotto l’anno scorso con aliquota al 15%, non essendo stato particolarmente di successo, è stato affiancato dalla possibilità, ancora fino alla fine del 2015, di essere accompagnato ancora dal vecchio regime con aliquota al 5%. Ma dal 2016 non esisterà più questa doppia possibilità e il governo sembra aver deciso di ristabilire il vecchio regime dei minimi, o meglio di dare vita ad un unico regime forfettario che comprenda anche il regime dei minimi per le nuove attività con qualche novità. Resta la soglia dei 30mila euro che può beneficiare di un’aliquota al 5% ma cade il limite anagrafico dei 35 anni di età. In pratica si torna al passato: aliquota al 5% per guadagni fino a 30mila euro senza alcun limite di età. Inoltre, per i lavoratori autonomi è previsto un maxi ammortamento (deduzioni a quote maggiorate del 40%) non solo per le imprese ma anche per gli acquisti di beni strumentali nuovi effettuati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016 dagli esercenti arti e professioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il