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Pensioni ultime notizie con quota 100, assegno universale,mini pensioni tutti d'accordo riforma pensioni in due macro cambiamenti

Due grandi cambiamenti pensioni possibili e condivisi da tutti insieme a novità per uscite prima: quali sono, cosa prevedono e problemi




Non solo piani di quota 100, mini pensione, staffetta per tutti, assegno universale: insieme alle novità pensioni auspicate nel corso di questi mesi utili per rivedere i requisiti di uscita per tutti i lavoratori e al nuovo piano, che mette d’accordo tutti i partiti politici, basato sul sistema di quota 100 e mini pensione, con penalizzazioni che potrebbero essere modulate sul tipo di lavoro svolto ed età in cui si decide di uscire, le ultime notizie si concentrano su due altri cambiamenti, necessari secondo tutti ma che tardano ad essere approvati. Il primo prevede la netta divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale, soprattutto dopo l’ultimo allarme lanciato dall’Inps stesso, che ha denunciato i costi troppo elevati sostenuti per la spesa assistenziale che genera forti sprechi nelle uscite che hanno portato al buco di cui soffre l’Inps.

Buco che secondo le previsioni sembra destinato ancora a crescere ancora proprio a causa dell’elevata spesa assistenziale che deve essere tagliata, soprattutto in riferimento ai falsi assegni di invalidità. Il secondo cambiamento riguarda una serie di misure che potrebbero contribuire a far andare in pensione prima diversi lavoratori, si tratta della cancellazione delle ricongiunzioni onerose e della semplificazione di cumulo dei contributi versati nelle diverse casse nonché della eliminazione delle penalizzazioni per i precoci che vanno in pensione prima.

Questa misura, in realtà, contenuta nella vecchia Finanziaria, esiste ma è sperimentale e vale fino al 2017, per cui se oggi i precoci che vanno in pensione prima non sono soggetti ad alcuna penalità, dal primo gennaio 2017 torneranno ad essere applicate decurtazioni sui loro assegno finali nel caso di uscite prima, sistema che chiaramente tutti contestano, soprattutto per il fatto che è stato ben conclamato che negli altri Paesi europei queste categorie di lavoratori godono di particolari salvaguardie.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il