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Pensioni ultime notizie approvate già ulteriori novità negative mentre continuano annuncia mini pensioni, quota 100, staffetta

I cambiamenti negativi delle pensioni contenuti nella nuova Manovra: l’attesa però è per novità positive per andare in pensione prima. La situazione




Dopo mesi di annunci, promesse, conferme e smentite sulle novità pensioni in discussione al governo ormai da due anni, la Manovra Finanziaria 2016, ancora una volta, non contiene alcuna novità positiva per le pensioni. I provvedimenti approvati, infatti, sono minimi e da molti considerati inefficaci e poco vantaggiosi: si parte dalla proroga del contributivo donna che però è limitata esclusivamente a quest’anno e che si vorrebbe prolungare ancora di un altro anno ed anche due, per arrivare alla staffetta ibrida per gli over 63 ma solo del settore privato e solo se in accordo con il datore del lavoro, e all’irrisorio aumento della no tax area per i pensionati over 75.

Mancano quei cambiamenti positivi che avrebbero permesso l’abbassamento dell’età pensionabile per tutti, tra quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta per tutti, piano ibrido Renzi-Boeri e nulla nemmeno sull’assegno universale che avrebbe permesso all’Italia di adeguarsi al resto d’Europa visto che si tratta di un sostegno già esistente in quasi tutti gli altri Paesi. Al contrario, invece, continuano i peggioramenti: la nuova Manovra, infatti, non soltanto, come noto ormai da giorni, prevede un nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni nel biennio 2017-2018, ma prevede anche un nuovo taglio al fondo destinato al pensionamento anticipato degli usuranti.

In particolare, la Manovra annuncia un taglio di ben 140 di euro al fondo destinato agli usuranti, fondo che era già stato tagliato l’anno scorso, passando da 383 milioni a 233 milioni di euro tra il 2013 e 2014, e che per il 2017 sarà tagliato ancora di 140 milioni di euro, che diventeranno 110 milioni di euro per il 2018; 76 milioni per il 2019 e di altri 30 milioni per il 2020. Passando, invece, al blocco dell'indicizzazione per le pensioni sopra quattro volte il minimo (circa 500 euro), superiori cioè a 2mila euro, il governo Renzi ne ha confermato l’ulteriore stop e questa misura serve per recuperare le risorse necessarie a coprire i provvedimenti di proroga del contributivo donna e di staffetta ibrida, nonché di copertura per la no taz area dei pensionati.

Per il 2017-2018, dunque, l'indicizzazione al 100% rimarrà solo per le pensioni fino a tre volte il minimo, e sarà invece del 95% per gli assegni tra tre volte il minimo e quattro volte il minimo, del 75% per gli assegni tra quattro volte e cinque volte il minimo, del 50% per gli assegni tra cinque volte e sei volte il minimo e nella misura del 45% per gli assegni superiori a sei volte il trattamento minimo, mentre oggi è al 75%. L’unica possibilità di evitare questo nuovo blocco è l’impiego dei nuovi fondi da circa 3 miliardi di euro concessi dall’Ue all’Italia in queste misure piuttosto che nella definizione di altri nuovi provvedimenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il