BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie nuovi indizi in quali norme novità pensioni vere saranno inserite come quota 100, assegno universale

Quando e come saranno approvate novità pensioni? Tutti di nuovo a lavoro per rivedere requisiti di uscita e non solo. Prossimi dl in arrivo




La domanda più frequente che in queste settimane ci si pone è cosa potrà ancora cambiare per le pensioni e soprattutto se e quando saranno approvate eventuali novità. L’intenzione di riprendere la discussione sulla situazione previdenziale c’è ma i tempi di attuazione delle relative misure sono piuttosto incerti. La necessità, come confermano le ultime notizie rese note anche dall’Inps, è quella di lavorare su sistema previdenziale e revisione dei requisiti di uscita allo stesso tempo, per ridurre l’elevata spesa, più assistenziale che prettamente pensionistica in realtà, e permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto alle norme attuali.

Forse politiche e sociali, all’indomani delle misure approvate già nella Manovra, ma decisamente minime e poco vantaggiose, sono nuovamente a lavoro per la definizione di nuove proposte da presentare prima dell’approvazione finale della stessa Manovra nella speranza che miglioramenti e novità possano rientrarvi in extremis. I primi emendamenti già pronti e che si discuteranno sono migliorativi di misure già approvate, cioè proroga del contributivo donna ma da estendere almeno per tutto il 2016; allargamento della staffetta ibrida per gli over 63 per cui sono stati chiesti fondi maggiori e cancellazione del vincolo di accordo con il datore di lavoro; e aumento della no tax area già a partire dal 2016.
 
A breve, insieme a questi miglioramenti, potrebbero arrivare anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose, che permetterebbero a tanti di uscire prima; e, a sorpresa, anche un nuovo sistema di uscita prima basato sul piano di quota 100 con mini pensioni e penalizzazioni differenti. Si tratta di una novità sperimentale, per cui resta da definire il criterio di calcolo dell’assegno finale, ma che se dovesse andar bene nella prima fase potrebbe essere esteso.

Occhi puntati, dopo la Manovra, sulla divisione di spesa assistenziale da spesa prettamente pensionistica, che potrebbe rientrare nel prossimo decreto previdenza, insieme ai tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, che rientrano nella iniziale strategia di lavoro del premier Renzi sulle pensioni e cui ha aperto anche il ministro dell’Economia, il che potrebbe significare che finalmente esiste un piano di lavoro condiviso e possibile, visto che lo stesso ministro si è sempre dichiarato contrario a cambiamenti pensionistici.

I piani di cambiamenti negativi verrebbero affiancati dal piano ibrido Renzi-Boeri o dal rilanciato contributivo di Boeri, con possibilità di allargamento della platea dei beneficiari dell’assegno universale. Ma se il decreto previdenza arriverà presumibilmente la prossima primavera, c’è già nuovo dl, quello povertà, che deve essere discusso e approvato a breve e che prevede l’istituzione del nuovo fondo povertà, primo passo verso l’approvazione dell’assegno universale.  Molti ritengono si tratti di una misura senza senso, considerando che dovrebbe prevedere un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti, ma aver messo a punto già un Dl è importante perché indica che qualcosa, seppur ancora minima, si vuole fare sulla previdenza.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il