Monte dei Paschi di Siena: con quala banca europea si potrà unire?

Anche oggi piove denaro sul Monte dei Paschi di Siena: il titolo incassa a piazza Affari un rialzo superiore all’1,2% dopo che già ieri volumi accesi lo avevano fatto chiudere a più di tre punti percentuali sopra il prezzo di apertura



Anche oggi piove denaro sul Monte dei Paschi di Siena: il titolo incassa a piazza Affari un rialzo superiore all’1,2% dopo che già ieri volumi accesi lo avevano fatto chiudere a più di tre punti percentuali sopra il prezzo di apertura. Nel mezzo è passata una buona relazione trimestrale, ma soprattutto la consapevolezza sempre più viva fra gli investitori che, con la fusione Unicredit-Capitalia in arrivo e l’integrazione della Cassa di risparmio di Firenze in Intesa Sanpaolo, gli spazi per Rocca Salimbeni si stiano stringendo. Così in molti scommettono su un prossimo annuncio al mercato da parte dell'unica grossa riottosa del merger bancario all'italiana. Poco tempo fa a Jp Morgan è toccato l’incarico di studiare le banche d’Europa con cui da Siena si sarebbe potuto trovare un accordo.

Il primo passo verso l’estero è stato fatto, d’altra parte, con i francesi di Axa, che hanno accettato una partnership senese nel settore della bancassurance. Nel frattempo il mercato ha rispolverato le voci su un interesse degli spagnoli del Bbva per la banca guidata da Giuseppe Mussari: la banca di Bilbao sarebbe in cima alla lista stilata da Jp Morgan.

A spingere al rialzo il titolo Mps contribuiscono però anche altri fattori. In primis l’annuncio di un’operazione che potrebbe portare all’acquisizione da Intesa Sanpaolo del 55% di Biverbanca, in cambio il Monte dei Paschi dovrebbe cedere qualche asset.

Un’operazione che - ha assicurato oggi a una conference call il direttore generale del gruppo Antonio Vigni - non dovrebbe avere un grande impatto sui ratios patrimoniali, anche grazie alla liquidità accumulata a Siena negli ultimi tempi. Liquidità che ha consentito agli analisti di Cheuvreux di alzare il rating ad outperform e il target a 5,7 euro, esprimendo "soddisfazione per la forte riduzione dei costi evidenziata dall'ultima trimestrale".

Intanto Mps appare anche coinvolta, come sempre, in una serie di partite di primo piano della finanza italiana. Sul dossier Hopa-Palladio, da Siena sottolineano un minore coinvolgimento di quella che ormai è intesa come una semplice partecipazione finanziaria. In ballo però rimane sempre il 10% circa della finanziaria bresciana.

Intanto il titolo sale e, su eventuali merger europei il management del Monte dei Paschi, tiene il massimo riserbo. Difficile dire come sarà direzionata la pressione di giganti come Intesa Sanpalo o Unicredit e se finalmente anche Mps deciderà di uscire dal suo splendido isolamento. Nonostante i buoni risultati di bilancio alcune incognite pesano ancora sulle scelte di Mussari, oggi un quotidiano ricordava la sanzione inflitta dalla magistratura per aggiottaggio manipolativo, ricevuta insieme ad Unipol, ai tempi del tentativo di scalata della Bnl.

Un’altra incognita, del peso di circa 160 milioni di euro, deriva da un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate che avrebbe contestato la legittimità di alcune esenzioni fiscali di cui il Monte si è servito in passato. Una grossa parte della cifra dovuta sarebbe però già stata accantonata.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il