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Pensioni ultime notizie i due cambiamenti richiesti dove tutti sono d'accordo oltre uscire prima. Eppure non si fanno

Insieme a piani prepensionamento tutti d’accordo su altri due cambiamenti pensioni necessari: novità, quali sono e cosa prevedono




La questione della definizione di piani che permettano ai lavoratori di andare in pensione prima è sempre decisamente aperta e le novità ad oggi non sono certo positive. Le ultime notizie riferiscono di un nuovo piano, su cui sembrerebbero d’accordo tutti i partiti politici, opposizione compresa, che dovrebbe basarsi sul sistema di quota 100 e mini pensione, con penalizzazioni modulate probabilmente in base a tipo di lavoro svolto ed età in cui si decide di uscire. Potrebbe essere presentato direttamente in Senato ma bisognerà effettivamente capire se si tratta di una novità che diventerà finalmente realtà o se resterà l’ennesima promessa delusa dal governo Renzi.

Insieme alle discussioni sui piani di prepensionamento, necessari ma assolutamente lontani dall’essere approvati, vi sono anche due altri cambiamenti richiesti su cui tutti sembrano d’accordo ma che tuttavia ritardano ad essere approvati. Il primo cambiamento è quello che chiede una divisione netta tra spesa assistenziale e spesa previdenziale, soprattutto all’indomani dell’ultimo allarme lanciato dall’Inps stesso, che ha denunciato i costi troppo elevati sostenuti per la spesa assistenziale e che è tornato a rilanciare sulla separazione dei tipi di spesa, necessaria per evitare gli sprechi nell’erogazione di aiuti talvolta nulli e recuperare le risorse economiche che potrebbero portare ad una revisione dei requisiti di uscita dal lavoro considerando piani come quota 100 e mini pensioni e sempre a fronte di penalizzazioni.

Secondo le stime, il buco dell’Inps, con le misure contenute nella nuova Manovra Finanziaria, potrebbe allargarsi ancora e sempre a causa dell’elevata spesa passistenziale piuttosto che di quella pensionistica. Troppe le prestazioni sociali erogate e talvolta anche false: è arrivato il momento di rivederle e tagliarle. Il secondo cambiamento richiesto riguarda una serie di misure che, seppur non permetterebbero un abbassamento dell’età pensionabile, potrebbero contribuire a far andare in pensione prima diversi lavoratori.

Stiamo parlando del sistema di revisione delle ricongiunzioni onerose e di riordino e semplificazione di cumulo dei contributi versati in diverse casse. Tra queste misure ci sarebbe anche la richiesta di eliminazione delle penalizzazioni per i precoci che vanno in pensione prima, misura in realtà contenuta nella vecchia Finanziaria, ma che dal 2017 scade per cui torneranno ad essere applicate decurtazioni sugli assegni finali dei precoci che lasciano prima il lavoro. In questi casi si tratta di cambiamenti che non richiederebbero l’impiego di risorse economiche, perché a costo zero, per cui potrebbero essere realizzati anche subito.

Si potrebbe pensare di lavorare in tal modo anche sull’uscita prima, considerando che ormai è ben chiaro che l’impiego eventuale di risorse iniziali per permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, verrebbe compensato dalla restituzione delle stesse attraverso le penalizzazioni previste da ogni sistema di prepensionamento e carico sempre del lavoratore che esce prima. Al centro delle ultimissime discussioni il nuovo piano, appoggiato da tutti i partiti, basato su quota e mini pensione con penalizzazioni definite i base al tipo di lavoro svolto e all’età in cui si decide di andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il