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Pensioni ultime notizie i peggioramenti reali continuano ad essere apportati nonostante le tante promesse di miglioramenti

Taglio fondo usuranti e blocco perequazioni automatiche pensioni 2017-2018 le novità negative della Manovra 2016. Quando i cambiamenti postivi?




Insieme al nulla di fatto sui piani che avrebbero finalmente permesso un abbassamento dell’età pensionabile per tutti, con quota 100, mini pensione, contributivo, staffetta per tutti, non sono arrivate novità nemmeno per quanto riguarda cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazioni del cumulo. E la delusione di quanti attendevano misure migliorative per le pensioni è stata ancora più forte perché piuttosto che mettere a punto soluzioni universali continuano solo peggioramenti. Se, infatti, i provvedimenti per le uscite prima, proroga del contributivo donna ma solo per quest’anno e staffetta ibrida per gli over 63 ma solo del settore privato e solo in base ad accordi con il datore di lavoro, sono destinati a determinate persone ed escludono la maggior parte dei lavoratori, leggendo il testo della nuova Manovra si nota chiaramente che è stato applicato un taglio di ben 140 di euro al fondo destinato al pensionamento anticipato dei lavoratori usuranti.

Il fondo era già stato ridotto per l'anno 2016 con la precedente Manovra da 383 milioni a 233 milioni di euro tra il 2013 e 2014, ora il taglio di 140 milioni di euro riguarda il 2017; per poi diventare di 110 milioni di euro per il 2018; 76 milioni per il 2019 e di altri 30 milioni per il 2020. Altra misura negativa contenuta nella Manovra riguarda il nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps dal 2017.

Nonostante la Corte Costituzionale abbia giù dichiarato illegittimo questo blocco, costringendo proprio il governo Renzi a procedere con i rimborsi ai pensionati, che è stato decisamente aggirato, la misura è stata nuovamente approvata e servirà per recuperare le risorse necessarie a coprire contributivo donna e staffetta ibrida. Con questa decisione, ancora una volta, Renzi vuole dare ai meno abbienti togliendo a chi, presumibilmente, vive meglio, ma si tratta di un meccanismo che potrebbe essere ancora una volta bloccato.

Piuttosto che cancellarlo, dunque, la nuova Manovra estende al 2017-2018 il blocco dell'indicizzazione per le pensioni sopra quattro volte il minimo (circa 500 euro), superiori cioè a 2mila euro. Ferma restando, dunque, l'indicizzazione al 100% per le pensioni fino a tre volte il minimo, la rivalutazione automatica, per il biennio 2017 e 2018, viene riconosciuta nella misura del 95% per gli assegni tra tre volte il minimo e quattro volte il minimo, del 75% per gli assegni tra quattro volte e cinque volte il minimo, del 50% per gli assegni tra cinque volte e sei volte il minimo e nella misura del 45% per gli assegni superiori a sei volte il trattamento minimo, mentre oggi è al 75%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il