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Pensioni ultime notizie quota 100, assegno universale, mini pensioni, staffetta tra emendamenti ufficiali e non a sorpresa

Partiti politici e forze sociali rilanciano su novità pensioni e prepensionamenti: cosa aspettarsi nelle prossime settimane e cosa potrebbe davvero cambiare




La nuova Manovra è arrivata in Parlamento e mentre in Senato si stanno mettendo a punto le coperture per le misure approvate, partiti politici e forze sociali rilanciano sulla necessità di ulteriori novità pensioni ma anche miglioramenti dei provvedimenti, minimi, già approvati. Cgil, Cisl e Uil chiedono più risorse considerando che le misure approvate “non danno risposte alle rilevanti ingiustizie ed iniquità presenti nel sistema previdenziale” e nessun altro blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni pari o superiori a quattro volte il minimo dal 2017, aumento della no tax area già dal 2016 e non dal 2017 come ha fatto sapere il ministro del lavoro Poletti; ulteriore rinvio della proroga dell’opzione donna almeno per tutto il 2016; e norme che consentano le uscite prima a tutti i lavoro che lo desiderassero.

Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti, sia nuovi che migliorativi di provvedimenti già inseriti nella Manovra, è fissato al 7 novembre e certamente prima di allora ci sarà una pioggia di nuove proposte soprattutto per le pensioni, perché insieme ai sindacati, anche tutti i partiti politici sono pronti a presentare nuove proposte per cambiare le norme attuali e migliorare quelle minime approvate.

I primi emendamenti già ufficiali sono quelli  che chiedono un aumento dei fondi per le uscite prima di lavoratori usuranti e precoci, fondo che invece, come previsto, dovrebbe essere tagliato di ben 140 milioni nel 2017; un aumento dei fondi per l’estensione della staffetta ibrida per tutti, per aumentare la detassazione per i pensionati over 75 e per estendere anche la proroga del contributivo donna, di un altro anno o anche due. Per quanto riguarda la staffetta ibrida, oltre all’estensione di questa possibilità a tutti i lavoratori e non solo a quelli del settore privato per cui è stata approvata, è stato chiesto anche un abbassamento della soglia di età di uscita e la cancellazione del vincolo di accordo con il datore di lavoro.

Si attende, a sorpresa, anche un nuovo piano sperimentale basato sul sistema di quota 100 con mini pensione e penalizzazioni da definire a seconda del lavoro che si è svolto e dell’età in cui si decide di uscire prima. Questo piano, anche se approvato, sarebbe limitato nel tempo, ma soprattutto in base ai fondi a disposizione, anche se, volendo, potrebbero esservi impiegati anche quelli concessi recentemente dall’Ue all’Italia. Gli altri emendamenti in via di definizione riguardano invece la richiesta di inserire una legge delega ufficiale con date esatte per la ripresa delle discussioni sulle pensioni e i sistemi di uscita prima, un impegno che obbligherebbe il governo a riaprire la questione dovendo necessariamente arrivare a conclusioni certe e concrete; e a cancellazione delle ricongiunzioni onerose, in modo da renderle gratuite e importanti per permettere a determinati lavoratori di andare in pensione prima.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il