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Pensioni ultime notizie emendamenti ufficiali e ufficiosi alcuni a sorpresa in via di presentazione. La strada è ancora lunga

Pronti emendamenti nuovi e migliorativi per cambiare legge pensioni attuale: le misure già approvate ma minime e cosa potrebbe cambiare ancora




L’abbassamento dell’età pensionabile sembra diventato ormai un obiettivo difficile da raggiungere per il governo, eppure le ultime notizie continuano a concentrarsi proprio sulla necessità di cambiare l’attuale legge pensioni. In vista del lungo iter che attende la nuova Manovra fino alla sua approvazione finale entro il 31 dicembre, tutti i partiti politici sono pronti a presentare nuove proposte volte a cambiare le norme attuali ma anche a migliorare quelle minime misure già approvate, come staffetta ibrida per gli over 63, proroga del contributivo donna ma solo per quest’anno, e l’irrisorio aumento della no tax area per i pensionati over 75.

Si tratta di emendamenti, sia nuovi che migliorativi, che probabilmente saranno presentati direttamente in Senato piuttosto che alla Camera. I primi già ufficiali sono quelli  che chiedono un aumento dei fondi per le uscite prima di lavoratori usuranti e precoci, fondo che invece, come riportato dalla Manovra, dovrebbe essere tagliato di ben 140 milioni nel 2017; un aumento dei fondi per l’estensione della staffetta ibrida per tutti, per aumentare la detassazione per i pensionati over 75 e per estendere anche la proroga del contributivo donna, di un altro anno o anche due, in modo da coinvolgere anche le donne che hanno presentato domanda ma che e sarebbero escluse.

In ballo un nuovo sistema, ancora sperimentale, per cui restano da definire gli ultimi dettagli, ma confermato da fonti trapelate dal Sole e che si baserebbe sul sistema di quota 100 con mini pensione e penalizzazioni da definire a seconda del lavoro che si è svolto e dell’età in cui si decide di uscire prima. Questo piano, anche se approvato, sarebbe limitato nel tempo, ma soprattutto in base ai fondi a disposizione, anche se, volendo, potrebbero esservi impiegati anche quelli concessi recentemente dall’Ue all’Italia. Ma c’è ancora parecchia strada da fare prima di arrivare ad una sua approvazione ufficiale, anche per, se superata la prima fase sperimentale di prova dovesse dare buoni risultati, potrebbe anche essere esteso.

Gli altri emendamenti in via di definizione riguardano invece la necessità di inserire una legge delega ufficiale con date esatte per la ripresa delle discussioni sulle pensioni e i sistemi di uscita prima, un impegno che obbligherebbe il governo a riaprire la questione dovendo necessariamente arrivare a conclusioni certe e concrete; e a cancellazione delle ricongiunzioni onerose, in modo da renderle gratuite e importanti per permettere a determinati lavoratori di andare in pensione prima. Tutto potrebbe tornare in gioco dopo la concessione dei nuovi fondi da parte dell’Ue, ma molto dipenderà esclusivamente dalle priorità che saranno definite dalla volontà politica e che potrebbero orientare l’impiego dei nuovi soldi anche il taglio Ires a partire dal 2016 piuttosto che dal 2017.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il