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Pensioni ultime notizie subito formule nuove miste quota 100, mini pensioni, contributivo seppur sorgono diversi ostacoli

Si continua a parlare senza sosta di novità pensioni: le diverse proposte ancora in ballo da sistemi misti ad assegno universale e quando se ne discuterà




Si continua a parlare senza sosta di novità pensioni e all’indomani delle misure approvate nella nuova Manovra on ci si rassegna al nulla di fatto sull’abbassamento dell’età pensionabile e si continua a lavorare. Se al vaglio in questi mesi ci sono stati piani ormai ben noti come quota 100, mini pensione, assegno universale, contributivo, le ultime notizie si concentrano su nuove proposte che potremmo definire miste. Non solo, infatti, nei prossimi appuntamenti in programma già da domani 3 novembre, tra incontri e riunioni in Parlamento e audizioni, si parlerà di emendamenti che potrebbero migliorare i provvedimenti, minimi, già approvati, dal prolungamento della proroga del contributivo donna almeno di un altro anno o anche due rispetto a quanto stabilito con la Manovra, che lo ha prorogato solo per quest’anno, all’estensione della staffetta ibrida per over 63, valida solo per i lavoratori del settore privato, con un aumento di fondi.

Ma si lavora ad un nuovo metodo che si baserebbe sul piano di quota 100 con mini pensioni e penalizzazioni che verrebbero modulate in base al lavoro svolto e all’età in cui si decide di andare in pensione rispetto alla soglia attualmente fissata. Questo sistema sarebbe tuttavia sperimentale in una prima fase, con fondi limitati, e solo se i risultati di questa sperimentazione dovessero dare buoni risultati si potrebbe pensare di estenderlo.

Altro sistema misto potrebbe prevedere il contributivo donna, le cui alte penalizzazioni, che si aggirano sul 30%, sarebbero alleggerite da mini pensioni, da estendere anche agli uomini. L'altro piano da tempo però al vaglio è quello Renzi-Boeri basato su un ricalcolo contributivo almeno di una parte del valore della futura pensione e un mix tra quota 100 e mini pensioni, che permetterebbe di andare in pensione a 63 anni, con penalizzazioni che arriverebbero fino ad un massimo del 12% se si decide di uscire a 62 anni.

Insieme a questi sistemi, resta chiaramente sempre in discussione l’assegno universale, spinto dal M5S per tutti, rilanciato anche da Ncd e sostenuto dal Pd, cui sembra aver aperto anche il presidente dell’Inps Boeri ad una possibile estensione. Se, infatti, da lui era stato modulato per gli over 55 che restano senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché lontani dal raggiungimento dei requisiti necessari, qualche giorno fa ha aperto alla possibilità di allargare la platea dei beneficiari.

Si tratta, tuttavia, di possibilità ancora in forse e che difficilmente potrebbero essere approvate entro la fine dell’anno, considerando anche il rischio che la Ragioneria di Stato blocchi ancora tutto, come ha sempre fatto finora. Si potrebbe intanto lavorare ad una legge delega che impegnerebbe il governo a lavorare obbligatoriamente a lavorare comunque sulle pensioni anche nel prossimo futuro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il