BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie il metodo nuovo da far approvare subito potrebbe cambiare formulazione per cercare di passare subito

Sistemi di cambiamento pensioni al vaglio del governo: fasi sperimentali, cosa prevedono e come potrebbero essere formulati




Sono tante e diverse le ultimissime notizie sulle pensioni all’indomani di un week end che è stato ricco di annunci e novità a partire dagli incontri che già da domani, martedì 3 novembre, si terranno al governo per discutere di ulteriori cambiamenti da apportare alla legge pensioni attuale. In ballo in questi ultimi giorni un nuovo metodo che potrebbe non essere presentato alla Camera ma direttamente in Senato basato sul sistema di quota 100 ma con l’erogazione della mini pensione per alleggerire le penalizzazioni previste, che dovrebbero oscillare tra l'8% e il 12% e potrebbero essere modulate anche in base all’età in cui si decide di uscire e al tipo di lavoro svolto.

Il meccanismo, però, di calcolo del valore dell’assegno ancora non è stato definito, così come quello dei diversi requisiti e contributi richiesti in base al lavoro che dovrebbe facilitare i lavoratori usuranti e precoci Questo metodo, però, sarebbe sperimentale almeno nella prima fase, limitato nel tempo in base anche alla disponibilità di fondi e se la fase sperimentale dovesse dimostrare buoni risultati, allora il sistema potrebbe essere esteso.

Si tratta di un’idea che sembra mettere tutti d’accordo, opposizione compresa, ma che potrebbe incontrare ostacoli soprattutto per quel che riguarda un’eventuale impiego di risorse ulteriori, per cui potrebbe essere di nuovo bloccato dalla Ragioneria di Stato, e che per cercare di essere subito approvato potrebbe cambiare e diventare un contributivo donna, modificato con l’erogazione di una mini pensione, che alleggerirebbe gli alti tagli previsti (tra il 25 e 30%) e da estendere anche agli uomini.

Questi sistemi potrebbero essere approvati perchè sostenuti da tutti ma rischiano di essere ancora prorogati, soprattutto per scarsa disponibilità di fondi. Bisognerebbe pertanto capire quali sono gli orientamenti reali del governo sull'impiego delle nuove risorse concesse dall'Ue al nostro Paese o, nel caso queste fossero destinate a misure considerate ancora una volta prioritarie rispetto alle pensioni, impegnare il governo stesso con una legge delega che imporrebbe una ripresa obbligatoria della discussione pensioni nell'immediato, rappresentando una sorta di certezza per i cittadini.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il