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Rinnovo contratti e aumento stipendi dipendenti pubblici, statali, forze dell'ordine,polizia: novitÓ icontri oggi mercoledý e ieri

Al via le riunioni tra il governo e le maggioranze di Camera e Senato anche sulla questione dei dipendenti pubblici.




AGGIORNAMENTO: Continuano le novità sul rinnovo dei contratti e la riforma della pubblica amministrazione negli incontri e riunioni tra oggi mercoledì 4 Novembre e ieri martedì 3 Novembre. Per quanto riguarda oggi vi sarà il continuo della riunione del Pd ma solo tra senatori e deputati, oltre l'importantissima udienza del Ministro dell'Economia insieme all'incontro tra il Premier e le regioni dove nell'ordine del giorno si parlerà anche di stipendim contratti statali e forze dell'ordine oltre che enti locali. Su questi argomenti nei vari incontri di ieri sia in Parlamento che nella riunione del Pd è emerso che ci sia il reale rischio di una mancanza di servizi adeguati e che con le nuove regole vi sarà l'obbligo di nuove assuzioni. L'obiettivo è quindi, per molti esponenti del Pd, aumentare le risorse per i fondi destinati agli stipendi e si preparando emendamenti in questo senso.

Continua a essere aperto il confronto sul rinnovo del contratto degli statali nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni sono in programma nuovi incontri sia all'interno dello stesso Partito democratico e sia tra tra lo stesso governo e la maggioranza che lo sostiene al Senato. C'è infatti tempo fino alla fine dell'anno per mettere a posto la manovra finanziaria. Sul versante dello sblocco dei contratti, il faccia a faccia non è solo sui 300 milioni di euro che il governo vorrebbe investire, ma anche sulle modalità di distribuzione di questa somma. Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha spiegato come la linea non sarà quella di concedere aumenti a tutti in maniera indistinta.

Da qui la necessità di incontrarsi per individuare la migliore strada per la gestione delle risorse. Non ci sarà comunque alcuna rivoluzione rispetto allo scenario immaginato, se non qualche ritocco aggiuntivo. E che le buste paga per gli statali siano più leggere viene certificato dai dati Istat, da cui emerge come dal 2010, anno in cui è partito il blocco, al 2014, ultimo aggiornamento, la perdita sia stata pari a 390 euro, guardando alla retribuzione lorda pro capite. Il calcolo è sulle somme correnti, senza considerare l'erosione dovuta all'inflazione. Si è infatti passati da uno stipendio medio annuo di 34.662 euro a uno di 34.272 euro.

Analizzando la spesa complessiva sostenuta dalla pubblica amministrazione per i redditi da lavoro dipendente, il risparmio, sempre tra il 2010 e il 2014, è stato di 8 miliardi e 734 milioni di euro. I redditi, che mettono insieme retribuzioni e contribuiti pagati dal datore di lavoro, in questo caso la pubblica amministrazione, sono scesi da 172 miliardi 548 milioni di euro del 2010 a 163 miliardi e 814 milioni di euro. Solo nell'ultimo anno la riduzione è stata di un miliardo e 96 milioni di euro. Un calo su cui ha pieni effetti, oltre al blocco della contrattazione, anche il tetto al turnover. E, infatti, i posti di lavoro si sono ridotti a 3,3 milioni da 3,5 milioni di cinque anni prima.

A riguardo l'Istat specifica che si tratta del numero delle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno. Le prospettive non sono affatto incoraggianti. A finanziare lo sblocco dei contratti sarà infatti anche la riduzione delle spesa per nuove assunzioni. Da qui la protesta di tutti i sindacati del pubblico impiego, pronti ancora una volta a scendere in piazza per protestare contro la nuova manovra finanziaria del governo Renzi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il