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Fusione fredda e fusione nucleare tra E-cat Rossi, Hyperion e Wendelstein 7-X: novità e prospettive che si aprono

In questo mese di novembre 2015 è prevista l'accensione in via sperimentale dello stellarator Wendelstein 7-X per la reazione nucleare a fusione.




A sorprende di questo reattore nucleare a fusione è innanzitutto il valore: un miliardo di euro. In questo mese di novembre 2015, poi, il Wendelstein 7-X è destinato ad accendersi in via sperimentale con importanti ripercussioni per tutto il 2016. Siamo in Germania, a Greifswald, esattamente al Max-Planck-Institut für Plasmaphysik (IPP). Qui lo stellarator dotato di 70 magneti superconduttori distribuiti su cinque moduli strutturali, potrebbe far iniziare un nuovo corso per lo sfruttamento dell'energia. Progettato con l'aiuto di un supercomputer, siamo davanti a un superamento della tecnologia dei tokamak, per via di un campo magnetico che si adatta al plasma.

Per il successo finale della reazione nucleare a fusione è indispensabile la stabilità generale. Questo perché le enormi pressioni e temperature nella fase di creazione del plasma risentirebbero di qualsiasi instabilità nel campo di contenimento magnetico capaci di provocare la degradazione e quindi il fallimento del processo. Dal punto di vista tecnico, nel Wendelstein 7-X troviamo criostato e e recipiente plasma, coil superconduttori, struttura meccanica di supporto e divertore, oltre a riscaldamento del plasma, sistemi di alimentazione elettrica e quelli di controllo macchina e diagnostiche sperimentali. I primi prototipi risalgono a un progetto americano ideato da Lyman Spitzer quando lavorava alla Princeton University nel 1951. La tecnologia dello stellarator era stata però ritenuta troppo complessa per i vincoli di materiali disponibili a metà del ventesimo secolo.

Viene in mente l'E-Cat, la macchina per la fusione fredda realizzata dall'ingegnere italiano Andrea Rossi, così come il successivo Hyperion. La novità dell'ultim'ora è rappresentata dall'accoglimento della richiesta di brevetto da parte dello United States Patent and Trademark Office. Nel testo di accompagnamento si legge che si tratta di un apparato per riscaldare un fluido che include un serbatoio per contenere il liquido da riscaldare e un wafer di carburante in comunicazione con il fluido. Il wafer include una mistura di carburante che contiene reagenti e un catalizzatore, e un resistore elettrico o un'altra fonte di calore in comunicazione termica con la mistura di carburante ed il catalizzatore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il