Partita Iva nuovo regime dei minimi 2016 Governo Renzi: regole ufficiali, chi può fare domanda, come, agevolazioni

Ecco come il governo Renzi immagina il regime dei minimi delle Partite Iva 2016 con la nuova manovra finanziaria. Spariscono i limiti di età.

Partita Iva nuovo regime dei minimi 2016


Con la nuova manovra finanziaria il governo Renzi ha gettato le basi per le nuove regole sul regime dei minimi delle Partite Iva 2016. La novità principale è l'assorbimento nel regime forfettario con tanto di rivisitazione delle norme. In linea di massima si tratta di un parziale ripristino delle norme in vigore fino a due anni fa e poi parzialmente riprese con il decreto Milleproroghe di inizio anno. Ecco allora che la soglia dei ricavi per poter accedere è mediamente portata a 30.000 euro. Naturalmente occorre fare riferimento alla propria attività sulla base del codice Ateco 2007 purché persone fisiche esercenti un'attività d'impresa, un'arte o una professione.

Nella bozza della manovra finanziaria viene specificato che, a meno di cessazione del rapporto di lavoro o nel caso in cui la somma dei redditi d'impresa, dell'arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non sia maggiore di 20.000 euro, i redditi conseguiti con l'attività autonoma non devono essere superiori a quelli di lavoro dipendente o assimilato. Prevista la riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni di attività per poi salire al 15%. Dettaglio non di poco conto, spariscono i limiti di età per cui possono accedere al regime agevolato anche i lavoratori con più di 35 anni, pensionati inclusi, e viene a cadere la durata massima di cinque anni.

Sul calcolo dell'imponibile si tengono presenti ricavi coefficienti differenti per categoria: per i professionisti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 78%, per artigiani e imprese non alimentari ricavi a 30.000 e coefficiente al 67%; per commercianti di ingrosso e dettaglio ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulanti di alimentari e bevande ricavi a 40.000 euro e coefficiente al 40%; per ambulante di altri prodotti ricavi a 30.000 euro e coefficiente al 54%; per alberghi e ristoranti ricavi a 50.000 euro e coefficiente al 40%. Almeno per quest'anno è stato scongiurato l'aumento delle aliquote previdenziali per la gestione separata Inps che per i professionisti resterà al 27%.

Ricordiamo che si tratta del testo di proposta del governo che si trova adesso all'esame del parlamento. Deputati e senatori possono emendarlo ovvero inserire piccole e grandi modifiche al regime dei minimi delle Partite Iva 2016. Si segnala che a completamento del quadro ci sono anche le nuove misure per le Partite Iva ordinarie, come la deducibilità fino a 5.000 euro delle spese per riqualificazione professionale, autoimprenditorialità e orientamento per il nuovo inserimento nel mondo del lavoro, la completa deducibilità dei costi di formazione e aggiornamento fino a 10.000 euro, l'indennità di maternità a prescindere dall'astensione dal lavoro, l'applicazione di interessi di mora per pagamenti ritardati da parte del committente.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il