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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, assegno universale portati avanti da Regioni. Ma ora si rischia blocco

Incontro oggi 4 novembre tra premier Renzi e Regioni su misure nuova Manovra 2016: a rischio novità pensioni singole già approvate? La situazione




Oggi, mercoledì 4 novembre, in Commissione Bilancio del Senato, il premier Renzi incontra i presidenti delle Regioni per discutere delle novità della Manovra 2016. E' ormai noto, come confermano le ultimissime notizie, che le Regioni sono contro la Manovra, soprattutto per quel che riguarda i forti tagli a loro carico, soprattutto della sanità. A tal proposito il presidente del Piemonte Chiamparino ha spiegato che nessuno certamente vuole aumentare i ticket sanitari o le tasse locali, ma è da escludere che qualche regione, per necessità, lo faccia. Ai timori espressi dal presidente Chiamparino ha risposto lo stesso Renzi, prima definendo l’incontro di oggi con i presidenti di Regione e poi chiarendo che per la sanità ci sono più soldi del passato, “Meno di quelli che chiedono le Regioni, ma più di quelli che avevano a disposizione. Non consentirò alle Regioni di aumentare le imposte ai cittadini, non si può scaricare sempre sugli italiani. Eliminino piuttosto gli sprechi”.

Insieme ai presunti tagli sulla sanità lamentati, a pesare sul bilancio degli enti locali potrebbe essere anche il taglio di Imu e Tasi dall’anno prossimo. Si tratta di una cancellazione che se da una parte sostiene i cittadini, dall’altra fa tremare gli enti locali, che rischiano di avere meno soldi e i cui tagli potrebbero bloccare le misure che, in piena autonomia e già da mesi, stanno mettendo in atto sulle pensioni stesse. Alcune regioni, infatti, come detto nei mesi scorsi, hanno già dato il via a novità pensioni, tra piani di quota 100, come messo a punto in Sicilia, e assegno universale in Molise, Lombardia, città di Trento, al nuovo piano del presidente Chiamparino del Piemonte, dove è stato proposto un piano di mini pensione, anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione.

In questo caso,il lavoratore che decide di lasciare il lavoro a pochi anni dalla pensione avrò un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà restituire in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo. Ora, le Regioni dichiarano che i due terzi dei tagli della spending review sono stati richiesti alle regioni stesse e agli enti locali, misura che non è assolutamente positiva e che deputati e senatori affronteranno nelle riunioni di oggi martedì 3 novembre e domani, mercoledì 4, con il premier Renzi insieme alle pensioni.

Mentre poi in Lombardia l’assegno universale deciso da Maroni si prepara a debuttare per fine anno per i residenti della Regione, in Friuli Venezia Giulia, la presidente Serracchiani lo ha già avviato prevedendo l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il