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Pensioni ultime notizie per far passare subito novitÓ metodo quota 100, mini pensioni ibrido nuove tre formule per compromesso

Le novitÓ sulle pensioni nell'ambito della manovra 2015 potrebbero arrivare sotto forma di emendamenti, attesi entro lunedý 9 novembre.




Si lavora ancora sulle pensioni come raccontano le ultime notizie relative agli incontri del governo con i deputati e i senatori del Partito democratico degli scorsi giorni. Le novità potrebbero arrivare sotto forma di emendamenti alla manovra. C'è infatti tempo fino alla fine dell'anno per la sua approvazione, ma già entro lunedì 9 novembre 2015 le idee dovrebbero essere finalmente più chiare con la presentazione in commissione Bilancio al Senato delle proposte di modifica. Si punta a raggiungere un compromesso tra quanto immaginato dall'esecutivo e i suggerimenti avanzati nelle scorse settimane sullo smantellamento dell'attuale legge previdenziale.

Il percorso è naturalmente tutto in salita poiché occorre fare i conti con le scarse coperture economiche e l'indisponibilità di Palazzo Chigi a investire risorse sulle pensioni. Valga su tutti una constatazione: i cambiamenti previsti con la manovra 2015 sono finanziati dalla riduzione del livello di indicizzazione degli assegni previdenziale più alti.

Un primo fronte di interventi coinvolge il contributivo donna, rispetto al quale l'esecutivo ha previsto la proroga per un anno in via sperimentale. Si tratta, ricordiamo, di permettere l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, in cambio del ricalcolo dell'assegno con il contributivo. Gli emendamenti allo studio prevedono la parità di trattamento tra tutte le tipologie di lavoratrici o l'interruzione della fase sperimentale così da rendere la misura strutturale.

Poi c'è la staffetta ibrida che coinvolge i lavoratori 63enni a cui mancano 3 anni dal congedo. Il governo Renzi ha previsto per tutti loro l'opportunità di concordare il part time con il datore di lavoro, senza penalizzazioni sull'assegno previdenziale che riceveranno, ma il budget che ha messo a disposizione è limitato ed evidentemente non tutti potranno scegliere questa opzione. C'è poi, come la commissione Lavoro alla Camera dei deputati, spinge per l'elaborazione di collegato alla manovra che fissi tempi certi e obiettivi condivisi sulle pensioni da raggiungere il prossimo anno.

Da escludere l'introduzione della maggior parte delle proposte suggerite nei mesi scorsi, come l'introduzione dell'assegno universale, l'innalzamento delle pensioni minime, l'applicazione di quota 100, intesa come somma di età anagrafica e anni di contribuzione necessari per andare in pensione, la legge ibrida Renzi-Boeri, il congedo a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, l'introduzione delle mini pensioni per gli over 55 senza lavoro e senza assegno previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il