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Pensioni ultime notizie nuove indicazioni quando verranno presentati i cambiamenti reali e in quali Dl nel breve e medio periodo

Nuove proposte, emendamenti, dl per cambiare attuale legge pensioni: tutti lavorano per miglioramenti ma la strada è ancora lunga




Sin dall’inizio di quest’anno si è parlato della necessità di una revisione del sistema pensionistico italiano, attraverso non solo una nuova legge previdenza ma anche novità che interessassero proprio un riordino della governance dell’Inps stesso e all’indomani delle ultime notizie rese note dallo stesso Istituto sembra che questo originario piano di lavoro debba essere ripreso in mano. Dopo l’allarme lanciato dallo stesso Inps, infatti, su un bilancio sempre più nero e i costi elevatissimi che ogni anno si stanno sostenendo per la spesa assistenziale piuttosto che per quella prettamente previdenziale, è chiaro come serva intervenire con cambiamenti che rimettano in equilibrio l’intero sistema e riescano a garantire equità per tutti.

Il problema è che mentre l’Inps lancia un nuovo allarme sullo stato di salute dei conti Inps, tutti stanno lavorando alla definizione di ulteriori provvedimenti pensionistici che, si spera, possano essere inseriti in extremis nella nuova Manovra Finanziaria che ha iniziato il suo lungo iter parlamentare e sarà approvata entro il 31 dicembre 2015. Fino ad allora saranno certamente diversi gli emendamenti che i diversi partiti politici si preparano a presentare, da quelli migliorativi dei provvedimenti già approvati, vale a dire ulteriore proroga del contributivo da estendere almeno per tutto il 2016, all’allargamento della staffetta ibrida per gli over 63 per cui sono stati chiesti fondi maggiori e cancellazione del vincolo di accordo con il datore di lavoro, all’aumento della no tax area già a partire dal 2016; a quelli nuovi.
 
I nuovi emendamenti riguarderebbero, invece, a sorpresa un nuovo piano di uscita prima basato sul piano di quota 100 con mini pensioni e penalizzazioni differenti; cancellazione delle ricongiunzioni onerose, che permetterebbero anch’esse di andare in pensione prima ad alcuni lavoratori; e semplificazione del cumulo. Ma il punto focale si concentra sulla necessità di dividere spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale, che era già, tra l’altro, nei piani del premier Renzi.

E questa misura potrebbe arrivare con il decreto previdenza, atteso per la prossima primavera, ma è importante che venga già decisa nella Manovra Finanziaria. E’ stato, tuttavia, già messo a punto un nuovo dl, quello povertà, che deve essere discusso e approvato e che prevede appunto l’istituzione del nuovo fondo povertà che sembra rappresentare il primo passo verso l’approvazione dell’assegno universale.

Molti ritengono si tratti di una misura senza senso, considerando che dovrebbe prevedere un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti. I beneficiari sarebbero i nuclei familiari con un Isee di 3mila euro annui. E’ chiaro, dunque, come non influirebbe più di tanto sul miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie in difficoltà. Meglio, dunque, procedere con i piani di prepensionamento che, però, continuano ad essere bloccati. Il fatto però che sia già previsto un Dl è importante perché indica che qualcosa, seppur ancora minima, si vuole fare sulla previdenza.

La divisione tra spesa assistenziale pensionistica potrebbe essere accompagnata da quegli ormai famosi tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità e guerra da cui si potrebbero ricavare nuove risorse da impiegare poi per successive novità positive per le pensioni. E significherebbe un ritorno alla strategia iniziale del premier Renzi. I piani di cambiamenti negativi verrebbero affiancati dal piano ibrido Renzi-Boeri o dal rilanciato contributivo di Boeri, con possibilità di allargamento della platea dei beneficiari dell’assegno universale.

Il nuovo Dl sembra confermato anche dal fatto che i diversi partiti politici non solo sono già pronti a presentare continue novità e che il premier Renzi sicuramente intenderà puntare sul tema pensioni in vista delle prossime elezioni amministrative. Sarebbe certamente una mossa vincente, considerando quanto sia cara ai cittadini la questione pensioni. Del resto, anche il ministro dell’Economia, da sempre contrario a cambiamenti pensionistici, ha aperto alla possibilità di un decreto previdenza partendo dalla revisione delle agevolazioni fiscali dall’anno prossimo, appoggiando dunque a 3600 la strategia iniziale di lavoro del premier Renzi. E probabilmente per il dl si lavorerà seguendo proprio questa strada.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il