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Pensioni ultime notizie il progetto INPS tra i pro e contro. Le novità su come funziona, per chi. Età, requisiti. Calcolo

Ecco le novità previste dal progetto Inps per cambiare le pensioni in Italia: sostegno agli over 55 senza lavoro e congedo anticipato a 63 anni e 7 mesi.




Sono tre i punti fermi del progetto Inps di cambiamento delle pensioni in Italia. Il primo è l'erogazione di 500 euro al mese di sostengo al reddito per le famiglie con almeno un componente sopra i 55 anni e senza occupazione. Il secondo è l'applicazione di una penalizzazione del 9,4% dell'assegno per chi sceglie la pensione da 63 anni e 7 mesi. Più precisamente, la decurtazione varierebbe da un minimo dell'1,5% a un massimo, appunto, del 9,4%. Infine, la fissazione a 20 anni dell'anzianità minima contributiva necessaria per l'uscita con qualche anno di anticipo. A detta del numero uno del maggiore istituto di previdenza italiana, occorre cambiare guardando alla sostenibilità sociale perché c'è un problema di iniquità da affrontare.

Per quanto riguarda le risorse, la misura andrebbe finanziata con un ricalcolo delle 250.000 pensioni superiori a 5.000 euro lordi, i prelievi sui 4.000 percettori di vitalizi e la riduzione dell'assistenza ai nuclei più ricchi. Tutto il progetto, ipotizzando un numero elevato di adesioni, comporterebbe un costo aggiuntivo a carico dello Stato di 662 milioni di euro nel 2016, di 1,6 miliardi di euro nel 2017, di 3,2 miliardi di euro nel 2018. Il calcolo è stato effettuato attualizzando i saldi tecnici annuali fra le entrate contributive delle gestioni previdenziali costituite presso l'istituto di previdenza e le corrispondenti rate di pensione al lordo delle quote a carico dello Stato e del prelievo fiscale.

Da qui lo scetticismo del premier, secondo cui alcuni correttivi proposti dall'Inps sono condivisibili, ma i tempi non sarebbero maturi anche perché non verrebbe lanciato un segnale di fiducia. In ballo c'è anche l'unificazione delle pensioni tra le diverse gestioni con l'obiettivo di rendere più facile la vita a pensionati e contribuenti. L'obiettivo è l'erogazione di una sola pensione obbligatoria per individuo rafforzando il processo iniziato con il pagamento di tutte le pensioni al primo del mese dal giugno 2015. In ballo ci sono anche l'armonizza degli assegni previdenziali dei sindacalisti con distacco dal settore pubblico al trattamento riservato agli altri lavoratori, il riordino delle prestazioni collegate al reddito.

Naturalmente si tratta di una piattaforma di partenza sulla quale iniziare a ragionare sia dal punto di vista tecnico che politico. Sono infatti ancora tanti gli aspetti da chiarire e i dettagli da limare, come l'individuazione della soglia di 3.500 euro lordi come pensione elevata, il sistema di calcolo utilizzato, la reale divisione tra spesa previdenziale e assistenziale, la lotta ai privilegi e agli sprechi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il