BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Evasione Fiscale: colpiremo le aziende di capitali rispetto a quelle di persone

Altro che il 16 o il 17 per cento delle stime ufficiali. Il peso dell’evasione fiscale è davvero impressionante



Altro che il 16 o il 17 per cento delle stime ufficiali. Il peso dell’evasione fiscale è davvero impressionante. Per il Dipartimento delle politiche fiscali - ha detto il viceministro Visco - il sommerso si aggirerebbe sul 27 per cento del Pil. Al Nord si evade meno, ma l’entità dell’evasione è enorme. Pensioni basse e famiglie con figli. Sono queste le priorità per l’utilizzo del cosiddetto “tesoretto”.

Lo ha ieri sostenuto alla commissione Finanze del Senato, il viceministro, Vincenzo Visco, ascoltato sui problemi del fisco.

Secondo il dipartimento delle politiche fiscali, il sommerso si aggirerebbe sul 27% («un dato imbarazzante») molto di più, cioè, del 16-17% delle stime ufficiali. «Al nord -ha specificato- si evade meno, ma l’entità dell’evasione è enormemente più alta».

Ha, quindi, indicato nell’agricoltura, il commercio, i servizi alle persone e l’industria, i settori a più alto indice di evasione. «Il governo -ha tenuto a precisare- conosce la fisionomia degli evasori: sta , perciò, cercando di organizzare le forze, puntando sulle società di capitali piuttosto che su quelle di persone, perché lì ci sono o picchi di evasione-elusione più alti».

Tre gli elementi che possono indurre i contribuenti ad evadere. Uno è il livello delle aliquote che «più alte sono più implicano vantaggi per chi evade». Si possono abbassare, ritiene, ma solo «se si riesce a contenere la spesa pubblica».

Un altro elemento è la probabilità di non essere accertati, se si considera che i sistemi fiscali attuali coinvolgono 40 milioni di contribuenti. Terzo motivo, l’entità e la tempestività della pena.

Per quest’ultimo fattore, per Visco, non aiuta la scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi che, fino all’anno scorso, nonostante l’introduzione del fisco telematico, era al 31 ottobre, data che portava ad un ritardo nella possibilità di accertamenti, che venivano, quindi, necessariamente spostati negli anni successivi.

«Il nostro obiettivo - assicura- è avere la disponibilità dei dati nel corso dell’anno». Due note sull’Agenzia delle entrate e sugli studi di settore. «L’Agenzia -precisa- è un corpo solido e compatto, con un valido gruppo dirigenziale, ma è un settore sul quale dobbiamo concentrare lo sforzo di ammodernamento ed efficienza, anche se ci sono stati notevoli miglioramenti. Oggi ogni nuovo assunto produce 10 volte quello che costa».

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il