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Pensioni ultime notizie gesto clamoroso a breve ulteriore dopo indicazioni progetto quota 100, pensione anticipata, mini pensioni

Quali le novità ulteriori del piano pensioni Inps e prossime mosse del presidente dell’Istituto: certa è la necessità di urgenza di cambiamenti




Mentre senatori e deputati del Pd sono pronti a rimandare novità ulteriori sulle pensioni ancora al prossimo anno, c’è chi continua a spingere perché ulteriori misure vengano approvate con la nuova Manovra entro la fine dei quest’anno, anche se le ultime notizie confermano ancora una volta una situazione di difficoltà in questo senso, soprattutto dopo l’ennesimo blocco arrivato dal ministro dell’Economia che ha chiaramente detto che non ci sarà alcun nuovo provvedimento per cambiare le pensioni al momento, considerando che la legge attuale resta ancora l’unica capace di garantire sostenibilità al nostro Paese, per cui merita di essere lasciata esattamente com’è ancora per un po’.

E mentre si discute di emendamenti migliorativi delle misure già approvate nella nuova Manovra, da proroga del contributivo donna a staffetta ibrida per gli over 63, all’aumento della no tax area per i pensionati over 75, l’Inps presenta un nuovo progetto di lavoro, che il governo sembra al momento restio a realizzare, nonostante da sempre il premier Renzi si sia detto d’accordo con ogni piano proposto dal presidente Boeri da lui stesso voluto alla guida del’Istituto, sono state annunciate ma non nel dettaglio. Le novità Inps sono contenute in una proposta normativa in 16 articoli che tocca a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale, dall’assegno minimo per gli over55, all’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni, al riordino delle prestazioni sociali, al ricalcolo di pensioni dei vitalizi.

Per l’assegno universale, sarà pari a 500 euro (400 euro nel 2016 e nel 2017) al mese per una famiglia con almeno un componente over 55. A beneficiare della misura anche, per esempio, eventuali figli disoccupati; per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, saranno riviste quelle per gli over65, con un sistema di revisione a seconda dei guadagni e stop a pensioni sociali, assegni sociali, integrazioni al trattamento minimo o altre forme si assistenza per chi percepisce un reddito lordo equivalente di 37 mila euro annui (che corrisponde per una coppia a 55mila euro).

E poi abbassamento dell’età pensionabile a partire da 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell'assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende a calare in base all’anno di anticipo in cui si lascia il lavoro non oltre, però, il limite del 10%. Prevista anche l’applicazione di un contributivo sulle pensioni più elevate, dai 5mila euro lordi in su, e un ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori.

Se all’indomani di queste novità nulla dovesse essere fatto per confermarne un’eventuale approvazione anche più in là con i tempi e se non dovesse essere inserita una legge delega per impegnare il governo a riprendere obbligatoriamente le discussioni sulle pensioni in tempi certi, esattamente come già fatto dall’ex commissario per la spending review Cottarelli, anche il presidente dell’Inps potrebbe dimettersi dalla sua carica. Ma per molti sarebbe una perdita importante, considerando che è stato l’unico finora a trasformare in realtà ogni annunci fatto per cambiare le pensioni, compresa l’ormai celebre busta arancione di cui si è parlato per dieci lunghi anni ma che nessuno mai ha avuto il coraggio di avviare.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il