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Pensioni ultime notizie pensioni anticipata domina scena ma sarà bagno di sangue con tagli, blocchi, regole nuove anno prossimo

Non solo potrebbero saltare novità positive per le pensioni, ma il prossimo 2016 potrebbe portare solo cambiamenti negativi. Cosa si prevede e cosa succederà




Mentre crescono le richieste di ulteriori cambiamenti per le pensioni, si preparano ad essere presentati emendamenti migliorativi delle misure già approvate nella nuova Manovra e la Commissione Lavoro ha presentato la legge delega con richieste al governo di impegno per riprendere la discussione pensioni in tempo certo, con attenzione puntata soprattutto su piani di uscita prima per tutti con penalizzazioni e cancellazione delle ricongiunzioni onerose, le ultime notizie sono soltanto negative. Nell’attesa di novità che possano finalmente rivedere sistema previdenziale e requisiti di uscita dal lavoro, si prospettano solo cambiamenti reali negativi.

A partire dall’aumento ancora dell’età pensionabile: le norme previdenziali attualmente in vigore prevedono, infatti, uno scatto ogni due anni per adeguamento all’aspettativa di vita Istat. Il principio seguito è quello secondo cui più a lungo si vive e più si può lavorare, per cui dal primo gennaio 2016 per andare in pensione non basteranno più 66 anni e tre mesi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. In pensione, dunque, quattro mesi più tardi. Considerando il nulla di fatto sulle richieste di una maggiore flessibilità per l’uscita dal lavoro, si era ipotizzato di bloccare quanto meno lo scatto delle nuove regole dall’anno prossimo, cosa che chiaramente non si potrà certamente fare, soprattutto dopo che qualche giorno fa lo stesso ministro dell’Economia ha ribadito ancora una volta come sia necessario mantenere l’attuale legge pensioni esattamente ancora così com’è visto che continua ad essere l’unica, pur nella sua rigidità e con i suoi errori, capace di assicurare sostenibilità finanziaria al nostro Paese.

Ma le notizie negative non finiscono qui: dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato illegittimo il blocco delle pensioni stabilito dal governo Monti e che ha costretto il governo Renzi a risarcimenti ai pensionati, dal 2017 potrebbe scattare un nuovo blocco delle perequazioni automatiche delle pensioni superiori tre volte il minimo Inps, misura che sarebbe necessaria per recuperare le coperture per le misure pensioni già approvate nella Manovra, da proroga contributivo donna, a staffetta ibrida per gli over 63, ad aumento della no tax per i pensionati over 75.

E non solo: il blocco delle perequazioni delle pensioni dal 2017 potrebbe essere anticipato da un congelamento delle pensioni nel 2016. Considerando, infatti, che l'inflazione si è attestata sotto lo zero, le pensioni il prossimo anno non solo non saranno soggette ad aumenti ma rischiano di subire addirittura decurtazioni, se pur minime. Se a inizio anno era stato previsto un più 0,3% come adeguamento al costo della vita, l’andamento dei prezzi è risultato inferiore, fermando ad un più 2%, per cui i pensionati dovranno restituire quell’1% in più con i cedolini di gennaio e febbraio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il