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Pensioni ultime notizie fondi miliardi di euro subito facili da ottenere per novità pensioni anticipate senza tagli,peggioramenti

Recuperare risorse da investire per novità pensioni positive senza gravare su pensionati e contribuenti: come fare e misure previste




Il problema che nel corso di questi mesi, ma anche anni, ha bloccato l’applicazione di novità all’attuale legge pensioni, è sempre stato legato alla mancanza di risorse economiche. Per cambiare le pensioni, infatti, i tecnici del Tesoro hanno posto come condizione quella di mettere a punto provvedimenti che fossero a costo zero per lo Stato e completamente autofinanziati, condizione che alcuni piani di prepensionamento come quelli presentati in questo lungo periodo avrebbero soddisfatto, dalla quota 100, alla mini pensione, al contributivo, al recente piano ibrido Renzi-Boeri, eppure nessuno di questi meccanismi è stato finora approvato e le ultime notizie non sembrano prospettare nulla di buono in tal senso.

E’, al contrario, possibile che ogni ulteriore cambiamento sulle pensioni, ad eccezione delle misure già approvate nella nuova Manovra, venga rimandato al prossimo 2016. A fermare ancora ogni novità, esattamente come a bloccare soluzione attese da ormai tre anni per il pensionamento dei quota 96 della Scuola, resta la scarsa disponibilità di soldi, eppure basterebbe poco per recuperare i fondi necessari senza danneggiare nessuno, ma semplicemente attraverso meccanismi che riporterebbero equità nello stesso sistema previdenziale, smascherando i furbetti.
 
Tra l’erogazione di false pensioni di invalidità e truffe varie, ogni anno vengono sperperati milioni di euro che potrebbero essere impiegati invece per novità positive per le pensioni. L’ultima denuncia, per fare un esempio concreto, arriva da Napoli, dove i Carabinieri hanno smascherato una truffa ai danni dell'Inps di ben 2,4 milioni di euro. Si tratta dell’ennesimo caso che dimostra come la necessità di dividere spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale sia sempre più urgente.

Ad annunciare questa necessità era stato l’anno scorso lo stesso premier Renzi, che pensava insieme alla divisione di spesa assistenziale da spesa pensionistica, anche a rivedere con cambiamenti negativi pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, baby pensioni, da cui ricavare risorse economiche da impiegare, in un secondo momento, sempre per le pensioni, piano condiviso sin dall’inizio dallo stesso presidente dell’Inps.

Ma tutto è ancora bloccato anche in questo senso e si continuano a perdere soldi che invece potrebbero essere investiti per garantire ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima, dando, allo stesso tempo, nuova spinta al rilancio dell’occupazione per i più giovani. Mettendo da parte milioni su milioni si potrebbero mettere da parte da parte quei 2, 4 miliardi necessari per il contributivo donna per tutti o per l’assegno universale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il