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Pensioni ultime notizie progetto INPS come funziona realmente con novità per pensione anticipata, quota 101, quota 41, quota 100

Cosa prevedono le novità del progetto Inps per rivedere le pensioni: obiettivi, per chi varrebbero nuove regole e dubbi




E, come si pensava, a sorpresa, il presidente dell’Inps ha presentato le misure del suo nuovo progetto pensioni, suscitando reazioni controverse tra opinione pubblica e mondo politico, diviso tra favorevoli e contrari alle novità. E le ultimissime notizie sulle pensioni si concentrano essenzialmente proprio sui provvedimenti resi noti e che, secondo alcuni, rappresentano la necessità dei veri cambiamenti che servono alle pensioni italiane, non soltanto per una revisione dei requisiti di uscita prima per tutti ma anche per una riorganizzazione del sistema previdenziale stesso.

Le misure previste dal nuovo progetto Inps prevedono possibilità di anticipare la pensione dai 63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi e penalità sull'assegno finale che verrebbe calcolata in maniera differente in base a lavoro svolto ed età di uscita ma entro il limite del 10%; eliminazione delle ricongiunzioni onerose; assegno universale a partire da 500 euro come prestazione sociale per gli over 55 che perdono il lavoro definito anche in base alla composizione del nucleo familiare; contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche. Le novità prevedono anche una riorganizzazione  alcune prestazioni sociali legate al reddito come l'integrazione al trattamento minimo, la pensione sociale, le maggiorazioni sociali riconosciute agli over 64, la quattordicesima.

Nessun riferimento invece al meccanismo di quota 41, silenzio che dimostra come nonostante le diverse novità che abbracciano diverse questioni, nulla è invece previsto per lavoratori precoci e usuranti. Secondo il presidente dell’Istituto di previdenza, le misure proposte rientrano in un progetto che sembra decisamente sostenibile per i conti pubblici e che soprattutto, finalmente, realizza la divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale. Vi sono però alcuni dubbi che dividono i pareri su questo nuovo progetto di cambiamento delle pensioni, dubbi che riguardano essenzialmente le soglie oltre le quali si applicherebbe il prelievo di solidarietà.

Anche nei mesi passati, in riferimento a questa misura, si è sempre fatto riferimento a tagli da applicare alle pensioni cosiddette d’oro ma ci si chiede quali siano le pensioni considerate tali. Se, infatti, il contributo dovesse interessare coloro che percepiscono 3500 euro lordi di pensione la novità non soddisferebbe, situazione che invece cambierebbe se la soglia di applicazione del prelievo fosse portata a 5000 euro lordi e interessasse esclusivamente coloro che percepiscono pensioni così elevate risultato in parte del vecchio sistema retributivo che per lungo tempo ha garantito privilegi immotivati.

Se il ricalcolo, esattamente come si vuol fare per l’erogazione dell’assegno universale, venisse effettuato in maniera proporzionale alla ricchezza reale dei cittadini, le nuove misure potrebbero anche essere ben accolte in una prospettiva di rilancio dell’economia del nostro stesso Paese. Punto di partenza, però, devono essere le pensioni dei politici. Del resto, lo stesso presidente dell’Inps si è detto pronto a tagliare del 50% i vitalizi dei politici che superano gli 80 mila euro. E dai tagli si ricaverebbero, secondo le stime, ben 7 milioni di euro all'anno che, inutile dirlo, potrebbero benissimo essere investiti in prestazioni sociali davvero utili o per fare andare in pensione prima i lavoratori che lo desiderassero. Passando al capitolo risorse necessarie per la realizzazione del nuovo progetto Inps, queste, pari a circa 1,2 miliardi, deriverebbero dalla revisione delle prestazioni assistenziali degli over 65 anni e che oggi finiscono anche al 30% della popolazione con i redditi più alti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il