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Rinnovi contratti dipendenti pubblici, forze dell'ordine, polizia, statali e aumento, sblocco stipendi: novitÓ della settimana

I dipendenti della pubblica amministrazione hanno visto il loro compenso abbassarsi di 390 euro. Il governo intende stanziare una somma minima.




In maniera lenta ma costante si entra nel vivo della questione del rinnovo del contratto degli statali. Si profila un percorso tutto in salita poiché la somma che il governo intende stanziare, circa 300 milioni di euro, viene considerata esigua dai sindacati, quasi "un'elemosina", poiché si tradurrebbe in circa 10 euro lordi di aumento al mese. Resta poi da chiarire la questione degli aumenti differenziati prospettati dal ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia. Per quanto riguarda le forze di polizia, interessante anch'esse a questa partita, occorre ricordare come la situazione sia incandescente anche alla luce delle condizioni di lavoro in cui si trovano a operare.

Che gli stipendi degli italiani, a partire da quelli degli statali, negli ultimi anni si siano parecchio alleggeriti è cosa nota. Ma i dati diffusi nel corso della settimana dall'Istat rivelano cifre sorprendenti: dal 2010, anno in cui è scattato il blocco degli stipendi degli statali, fino al 2014, ultimo aggiornamento, i dipendenti della pubblica amministrazione hanno visto il loro compenso abbassarsi di 390 euro. Il calcolo è stato fatto sulle somme correnti, senza considerare l'erosione dovuta all'inflazione. Si è passati infatti da uno stipendio medio annuo di 34.662 euro a uno di 34.272 e per la pubblica amministrazione il risparmio è arrivato a 8 miliardi e 734 milioni euro, tra retribuzioni e contribuiti.

Ma su questa cifra pesa non solo il blocco della contrattazione, ma anche la riduzione delle assunzioni a fronte delle uscite: i posti di lavoro sono passati dai 3,5 milioni del 2010 ai 3,3 dello scorso. Per la precisione, si sono perse 176.000 unità occupazionali: l'Istat ha specificato che si tratta del numero delle unità equivalenti a tempo pieno, che misura l'effettivo input di lavoro impiegato nelle attività della pubblica amministrazione. Alla pubblicazione dei dati hanno risposto immediatamente i sindacati, che hanno chiesto un confronto con il governo per discutere del "danno economico che il blocco dei contratti sta Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione creando ai lavoratori".

Si profila poi un cambiamento radicale di tutta l'organizzazione dei concorsi pubblici. Innanzitutto la loro gestione sarà accentrata. A essere valutate non saranno più le conoscenze nozionistiche ma la capacità di applicare le conoscenze stesse a casi concreti. Tra i requisiti di partecipazione alle selezioni potrà essere inserita anche la conoscenza della lingua inglese o di altre lingue. Non sarà più richiesto, invece, un voto minimo di laurea. Potranno invece essere valutate nel punteggio eventuali dottorati di ricerca.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il