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Pensioni ultime notizie confemate e novità attese oggi e questa settimana quota 100, quota 41, mini pensioni, assegno universale

Come si preannuncia la prossima settimana tra emendamenti pensioni in arrivo e novità progetto Inps: cosa è previsto, misure e prospettive




Si è conclusa un’altra settimana decisamente ricca e interessante per quanto riguarda l’argomento pensioni: tantissime le novità e interessanti le ultimissime notizie che si concentrano soprattutto sui nuovi dati sulla situazione economica italiana e sul nuovo progetto presentato dall’Inps per una revisione di pensione e sistema previdenziale. Nonostante il nostro Paese sia ben lontano da una ripresa certa e costante, in maniera finora altalenante si continuano a registrare timidi segnali di ripresa: da una ripresa dell’occupazione, seppur minima, alla diminuzione di oltre 21 miliardi di euro, nei primi 10 mesi dell'anno, della differenza tra entrate ed uscite, al deciso calo del debito pubblico.

E si tratta di un quadro positive che, secondo le previsioni, potrebbe ancora migliorare alla nuova fase di Qe  da parte della Banca centrale europea per l'immissione di nuova liquidità attraverso l'acquisto di titoli di Stato, che porterà certamente i tassi di interesse a scendere. Si tratta di un quadro che potrebbe permettere l’approvazione di novità pensioni che restano però ancora forse e ancora divise tra emendamenti, nuovi e migliorativi, alla Manovra 2016 e le misure del nuovo progetto di cambiamento pensionistico presentato dall’Inps.

Al momento ciò che emerge è che né tra i nuovi emendamenti né tra le novità presentate dall’Inps si fa alcun riferimento a meccanismi di quota 41 e 101, nulla dunque di specifico per lavoratori precoci e usuranti. Tra gli emendamenti ormai certi che entro lunedì saranno presentati, quelli di miglioramenti dei provvedimenti già contenuti nella Manovra, vale a dire proroga del contributivo donna da estendere almeno fino al 2016; staffetta ibrida per gli over 63, cui destinare ulteriori fondi; e aumento della no tax area per i pensionati over 75 da anticipare al 2016.

Emendamenti nuovi dovrebbero invece riguardare nuovi metodi di revisione dell’età pensionabile da approvare subito, a anche cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo. Tornano ai nuovi metodi, questi potrebbero prevedere o un meccanismo basato su quota 100 e con mini pensione, che al momento sembra difficile; o estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre con una mini pensione che possa alleggerire le penalizzazioni, alte, previste da questo sistema.

E poi spazio alle novità Inps: la prossima settimana sarà certamente ricca di discussioni e dibattiti sulle misure annunciate dal presidente dell’Istituto di previdenza che ha abbassamento dell'età pensionabile a partire dai 63 anni e con penalizzazioni calcolate in base a diversi criteri ma che comunque non possono superare il limite del 10%; assegno universale per gli over 55; tagli alle pensioni d'oro e ricalcoli delle pensioni e tagli dei vitalizi dei politici. Misure che hanno spaccato il mondo della politica tra favorevoli e contrari alle novità.

L’assegno universale verrebbe erogato agli over 55 che restano senza lavoro a partire da 500 euro e modulato in base alla composizione del nucleo familiare. Se lo stesso nucleo familiare comprende altri soggetti oltre all'ultra55enne disoccupato, l’assegno sarà di 500 euro moltiplicato per la scala di equivalenza Ocse modificata, che considera le economie di scala che si raggiungono condividendo la stessa abitazione, per cui insieme all'ultra55enne,anche eventuali figli disoccupati beneficiano del trattamento.

Per quanto riguarda tagli e contributo di solidarietà, colpirebbe chi ha redditi pensionistici elevati, probabilmente superiori ai 5.000 euro lordi al mese. Questi assegni, come riporta il testo della proposta, dovranno versare un contributo, ‘ricalcolando le pensioni in base al rapporto fra i coefficienti di trasformazione vigenti per ilsmetodo contributivo per la loro età alla decorrenza della pensione e quelli all’età normale di pensionamento ottenuta applicando all’indietro negli anni gli aggiustamenti automatici all’aspettativa di vita previsti dalla normativa vigente’.

I pensionati con importi medio-alti, compresi tra i 3500 e i 5000 euro al mese, invece, verseranno ‘un contributo più dilazionato nel tempo, limitandosi a mantenere costanti in termini nominali le loro pensioni fino a quando queste raggiungeranno la pensione ricalcolata come sopra, senza riduzioni nominali negli importi delle loro pensioni’. Del tutto diversa la situazione dei tagli ai vitalizi dei politici che saranno del 50% netto se superano gli 80 mila euro annui, attraverso un verso e proprio ricalcolo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il