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Pensioni ultime notizie tra quota 100, assegno universale il piano INPS come funziona e cosa deve essere chiarito.Pregi e difetti

Le misure contenute nel nuovo progetto pensioni Inps, chi interessano, cosa riguardano, risorse, novità e posizioni: bisognerà aspettare però per capire come si lavorerà




Assegno minimo per gli over 55, anticipo dell'età pensionabile a 63 anni, taglio dei vitalizi dei politici, prelievo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d'oro: cambia ancora il progetto Inps di rivedere il sistema pensionistico italiano, riprendendo però i punti già annunciati lo scorso mese di luglio. Più nel dettaglio, le novità prevedono anticipo della pensione a 63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi e penalità sull'assegno finale da calcolare in base a diversi criteri ma entro il limite del 10%; eliminazione delle ricongiunzioni onerose; assegno universale a partire da 500 euro per gli over 55 modulato a seconda della composizione del nucleo familiare; contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, ma anche riorganizzazione di alcune prestazioni sociali dalla pensione sociale, alle maggiorazioni sociali per gli over 64, alla quattordicesima.

Mentre tra gli emendamenti che saranno probabilmente presentati per rivedere i requisiti di uscita dal lavoro potrebbe essercene uno basato su quota 100 con mini pensione per alleggerire le penalità o di estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre con mini pensione, il presidente dell’Inps pensa ad un altro metodo ancora, che definisce più sostenibile, e che riuscirebbe a garantire ai lavoratori maggiori libertà di uscite dal lavoro.
 
Resta, invece, da capire come sarà applicato contributivo di solidarietà e ricalcolo, quali assegni interesserà e per quali obiettivi. Se, infatti, il prelievo di solidarietà colpisse le pensioni dai 3500 euro lordi non verrebbe accettata favorevolmente come misura, mentre se la soglia fosse aumentata a 5mila euro la situazione sarebbe già diverse. Altri dubbi riguardano il come dovrebbe avvenire questo ricalcolo se, cioè, esclusivamente sulla parte retributiva dell’assegno, che significherebbe decurtazioni per appena 20, 30 euro, decisamente minime.

Le risorse necessarie per la realizzazione del nuovo progetto Inps deriverebbero dalla revisione delle prestazioni assistenziali degli over 65 anni e che oggi finiscono anche al 30% della popolazione con i redditi più alti, e ulteriori risparmi verrebbero dal taglio dei vitalizi e delle pensioni sindacali. Secondo le stime,. Tra tagli dei vitalizi con il ricalcolo contributivo e revisione delle prestazioni assistenziali di 250mila famiglie ricche, si avrebbe un risparmio di 87 milioni di euro, cifra decisamente ottimale per finanziare assegno universale magari allargandone la platea di beneficiari, e  anche altre iniziative per uscire prima.

Diversi i pregi e i difetti del nuovo progetto Inps: bene la divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale che finalmente riporterebbe equità del sistema pensionistico e a risparmi considerevoli da investire per definire piani di uscita prima, per esempio; bene i tagli alle pensioni più elevate e ai ricchi vitalizi dei politici e anche l’assegno universale, anche se limitato. E questa stessa misura divide tra chi ritiene che sia vantaggiosa e chi, invece, non è molto convinto. Secondo alcuni esponenti del governo, infatti, quello che c’è di buono nella proposta del presidente dell’Inps, cioè il sostegno alla povertà è già contenuto nella Manovra, visto il fondo povertà da 600 milioni di euro stanziato. Per M5S, l’assegno universale così come concepito dall’Inps è una misura frammentaria e parziale per tutelare solo una categoria sociale che per colpa della crisi è sempre più povera ma non è così che si risolvono realmente i problemi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il