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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensione, pensione anticipata e giudizi italiani, cosa vogliono davvero

Nuovi piani pensioni, nuove proposte in arrivo e nuovi emendamenti in vista dell’approvazione finale della Manovra 2016: le ultime novità e italiani disposti a penalizzazioni per uscire prima. Risultati recenti indagini




Presentazione nuovo piano pensioni del presidente dell’Inps, ra pensione anticipata a 63 anni e penalizzazioni e assegno universale; nuove proposte da parte dei diversi partiti politici pronti, entro oggi, lunedì 9 novembre, a presentare emendamenti nuovi, con metodi per andare in pensione probabilmente basati su quota 100 e mini pensione o estensione del contributivo donna anche agli uomini e sempre con mini pensioni, e migliorativi delle novità pensionistiche già approvate nella Manovra 2016, da proroga del contributivo donna alla staffetta ibrida per gli over 63, alla detassazione per i pensionati over 75, ma non solo: le ultimissime notizie sulla questione previdenziale continuano ad essere tantissime, soprattutto in vista della fine dell’anno e del timoroso avvio del prossimo quando i requisiti per uscire dal lavoro diventeranno ancora più rigidi rispetto agli attuali previsti.

Dal primo gennaio 2016 per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi, quattro in più, dunque, rispetto ai 66 anni e tre mesi di ora. Protagonisti del dibattito previdenziale degli ultimi tempi anche i cittadini stessi, del resto, il tema delle pensioni è particolarmente caro a loro, e se si dovesse effettivamente fare qualcosa di concreto e positivo certamente rappresenterebbe una mossa vincente per il governo in vista delle prossime amministrative e delle elezioni di governo 2018.

Ma al momento tutto è ancora fermo, per scarsa disponibilità di fondi ma, in realtà, anche per una incertezza della volontà politica di cambiare effettivamente la legge pensioni attuale: a parte i provvedimenti minimi e considerati per niente vantaggiosi rientranti nella nuova Manovra, nulla di conveniente sembra prospettarsi per il mondo di pensionati e pensionandi. Al contrario: dal prossimo anno potrebbero addirittura subire una decurtazione sui loro assegni pensionistici a causa dell’andamento negativo dell’inflazione.

Eppure, dalle recenti indagini condotte, il 49% degli italiani sarebbe disposto a ricevere una pensione minore pur di lasciare il lavoro in anticipo e permettere, allo stesso tempo, l’assunzione di nuovi giovani. E’ questa la posizione degli italiani nei confronti dei sistemi di prepensionamento a fronte di decurtazione. E tra mini pensione, quota 100, staffetta, sembrano prediligere quest’ultima, ma, in generale, ogni sistema che possa rilanciare l’occupazione giovanile e per il bene del Paese.

La disponibilità dei cittadini a subire trattenute sulla pensione finale a fronte di impieghi per i più giovani diminuisce, però, con l’aumentare delle eventuali penalità. Secondo quanto emerso, solo il 2% accetterebbe decurtazioni sulla pensione finale senza alcun problema e sarebbe favorevole soprattutto al ricambio generazionale a lavoro con la staffetta; il 30% solo se la riduzione della pensione non superasse il 5%, il 12% accetterebbe anche una decurtazione fino al 10%, e solo il 5% accetterebbe un taglio dell'assegno fino al 15%. Il 29% degli intervistati, però, non accetterebbe tagli.

Favorevoli gli italiani anche all’introduzione dell’assegno universale ma per tutti coloro che si ritrovano in difficoltà in età avanzata a causa della perdita di lavoro e purchè questo non diventi un alibi per tanti furbetti a ‘rilassarsi’ senza rimettersi alla concreta ricerca di un’occupazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il