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Nuovi progetti di cambiamento in arrivo per le pensioni in vista delle ultime discussioni prima dell’approvazione finale della nuova Manovra 2016: ultime notizie da diversi fronti




Nuovi progetti di cambiamento in arrivo per le pensioni in vista delle ultime discussioni prima dell’approvazione finale della nuova Manovra 2016. La Lega continua a battagliare per rivedere le attuali norme pensioni, sostenendo ancora il piano di uscita con quota 100, mentre il Pd rilancia ancora sull'aumento della no tax area per i pensionati già dal 2016, cui si aggiungerà l’emendamento sul prestito pensionistico per aiutare i lavoratori vicini alla pensione che perdono il lavoro. Se il lavoratore in età avanzata perde il lavoro e mancano solo due o tre anni al raggiungimento della pensione potrà chiedere un prestito per arrivare alla maturazione della normale pensione, da restituire poi con piccole decurtazioni sull’assegno finale del lavoratore stesso.

Possibili cambiamenti anche per il contributivo donna, per cui si punta a coprire l’ultimo trimestre che resterebbe scoperto. Il M5S potrebbe invece appoggiare l’emendamento dell’assegno universale per coloro che in età avanzata perdono il lavoro ma cui mancano pochi anni alla pensione. L’assegno avrebbe un valore di circa 800 euro al mese ma erogato con mini pensione, cioè sotto forma di un prestito che il lavoratore dovrebbe restituire all’Inps man mano una volta maturati i requisiti pensionistici normalmente richiesti.

Gli emendamenti alla Manovra 2016 prevedono, dunque, sistemi che sono stati messi a punto nel corso della scorsa settimana e che combinano diverse possibilità di uscita prima, tra metodi di quota 100, mini pensione, contributivo donna, staffetta ibrida. Tra le proposte di cambiamento delle pensioni, alcune sono state presentate dalla Commissione Lavoro che continua a chiedere possibilità di prepensionamenti per tutti con metodo di uscita a partire dai 62 anni di età con 35 anni di contributi e l’8% di penalizzazione. Il presidente ha spiegato che la valutazione dell’Inps del costo di questo sistema, 8 miliardi, è sbagliata, per cui si potrebbero recuperare le risorse sufficienti per la sua approvazione, ma potrebbe accettare anche la nuova idea di uscita con quota 100 a 64 ani e non più a 60.

Tra le ultime novità spicca certamente il nuovo progetto pensioni ripreso dal presidente dell’Istituto di Previdenza che, dopo le misure già presentate lo scorso luglio, torna a ribadire l’urgenza di mettere in atto diversi provvedimenti. I punti annunciati prevedono sistema di uscita prima per tutti a 63 anni con penalizzazioni che possono arrivare ad un massimo del 10%; assegno universale per gli over 55 a partire da 500 euro e da calcolare in base alla composizione del nucleo familiare; ricalcolo e contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, di 5mila euro lordi, con tagli ai vitalizi dei politici; e revisione delle prestazioni sociali, con netta divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale.

Secondo il presidente dell’Inps, infatti, è vero che i provvedimenti costerebbero allo Stato meno di un miliardo di euro nel primo anno, meno di quattro dopo tre o quattro anni, ma è anche vero che nel medio-lungo periodo riuscirebbero ad assicurare vantaggi in termini di risparmi. Alla luce delle ultime denunce di situazioni gravose delle pensioni e dei dati allarmanti sulle truffe perpetrate ai danni dell’Inps, misure che dovrebbero sollecitare cambiamenti ulteriori nella nuova Manovra,  se nulla fosse fatto e non fosse nemmeno inserita nella Manovra una legge delega per obbligare il governo a riprendere le discussioni sulle pensioni nel 2016 in tempi certi, è possibile che Boeri si dimetta, esattamente come fatto dall’ex commissario della spending review Cottarelli.

A queste novità si aggiungono le tre possibilità presentate in Parlamento, dal piano basato su quota con mini pensioni; all’estensione del contributivo donna, anche per gli uomini, sempre con mini pensione per bilanciare le alte penalizzazioni previste; all’assegno universale con mini pensione come sopra spiegato. Intanto, il Ministero del Lavoro più che quota 100 sostiene la staffetta ma anche l’assegno universale seppur limitato, mentre il Ministero dell’Economia dice ancora no a cambiamenti della legge pensionistica attuale, ad eccezione dell’assegno universale ma esclusivamente per adeguarsi al modello europeo, considerando che si tratta di una prestazione sociale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il