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Rinnovi contratti dipendenti pubblici, forze ordine, statali: stipendi aumento, regole nuove, prepensionamenti. Nuovi cambiamenti

Via libera allo sblocco dei 70 milioni di euro per il salario accessorio, ma sul rinnovo del contratto degli statali c'è maggiore rigidità.




Il governo non si smuove dalla soglia di 300 milioni di euro, come somma massima da investire per lo sblocco dei contratti degli statali, forze dell'ordine comprese. In questo modo riesce a obbedire alla sentenza dell'Alta Corte che ha imposto il rinnovo dopo sei anni di congelamento, ma anche di scontentare un po' tutti. Stando ai calcoli dei sindacati, l'aumento medio per i dipendenti pubblici è di circa 10 euro lordi. Da parte sua, il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, si giustifica spiegando che gli statali con stipendio fino a 24.000 euro l'anno (e parzialmente fino a 26.000 euro) ricevono un bonus mensile di 80 euro netti in un contesto economico in cui l'inflazione non è stata così alta.

Di positivo c'è lo sblocco dei 70 milioni di euro per il salario accessorio, precedentemente bloccati con l'assestamento di bilancio. La manovra è ora nella aule parlamentari per essere sottoposta alla consueta raffica di emendamenti. Tra le ipotesi suggerite c'è quella che prevede l'allentamento del blocco parziale del ricambio degli statali. Stando infatti allo schema originario della riforma della pubblica amministrazione, era previsto che il 60% dei dipendenti pubblici negli uffici centrali fosse oggetto di turn over così come l'80% negli enti locali. Attualmente la quota è del 25% per tutto il 2016.

D'altronde, lo sblocco dei contratti sarà finanziato con un stretta sulle assunzioni ovvero con la riduzione del risparmio di spesa derivante dai pensionamenti da destinare a nuovi ingressi. A scorrere l'elenco delle modifiche proposte, si scopre come ce ne sia una che prevede l'assunzione per 36 mesi dei funzionari vincitori di concorso, per la gestione delle emergenze nei pubblici uffici. Si tratta evidentemente di buone intenzioni, ma che devono fare i conti con la volontà del governo. Anche se il premier ha manifestato una timida disponibilità a discutere, le porte sono quasi completamente chiuse dalle parti del Ministero dell'Economia.

Conti alla mano, sanno bene che la stretta sulle assunzioni è in grado di generare un risparmio che si accumula anno dopo anno. Da qui la necessità, se i proponenti hanno realmente intenzione di portare a casa queste misure, di trovare coperture economiche alternative. In ballo, infine, c'è anche l'anticipo al 2016, anziché al 2017 previsto nella prima stesura della manovra, dell'aumento della no tax area per i pensionati: da 7.750 euro a 8.000 euro per gli over 75 anni e da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under 75.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il