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Tasi e Imu 2016: chi deve pagare, esenzioni, calcolo, detrazioni, regole prima casa, affitto, seconda casa, terreni.

In ballo l'abolizione della Tasi anche sulle seconde abitazioni concesse in comodato d'uso gratuito ai figli o ai genitori.




La partita della cancellazione di Imu e Tasi è ancora aperta. O meglio, sono possibili aggiustamenti al testo proposto dal governo. Su un punto non ci sono discussioni: la loro abolizione a partire da 2016. Più esattamente, l'esecutivo ha previsto lo stop dei pagamenti sulle prime case, tranne su quello accatastate come signorili e di lusso e sui castelli. Allo stesso modo, dal prossimo anno non saranno costretti a passare alla cassa i proprietari di terreni agricoli sfruttati a fini professionali, e dei cosiddetti imbullonati cioè le macchine ancorate al terreno. Il governo ha promesso di rimborsa integralmente i Comuni del mancato gettito.

Tra le proposte di modifica presentate e sulle quali il governo potrebbe dare luce verde, c'è anche l'eliminazione della Tasi sulle seconde abitazioni quando sono concesse in comodato d'uso gratuito ai figli o ai genitori o comunque ai parenti di primo grado. E ancora: nella lista dei cambiamenti ci sono le agevolazioni anche per gli affitti concordati. Dal punto di vista procedurale, le modifiche prospettate si trovano adesso in commissione Bilancio del Senato per essere esaminate e votate. Il nodo di ogni proposta rimane sempre quello della copertura economica, uno scoglio contro il quale la maggior parte degli emendamenti si troverà a naufragare.

Sembra quindi che questi saranno gli ultimi giorni di attesa per il pagamento della seconda rata di Imu e Tasi. Entro il 16 dicembre 2015 i contribuenti italiani devono mettersi in regola per evitare il pagamento di sanzioni. Nel caso di variazioni di aliquota è necessario effettuare di nuovo i calcoli e versare il conguaglio. Il suggerimento è di muoversi con anticipo, verificando con il proprio Comune le aliquote applicate per il versamento del saldo e procedendo con controlli incrociati per il calcolo della somma da corrispondere. Per le abitazioni principali l'aliquota Tasi non può essere maggiore dello 3,3 per mille; per le seconde case la somma con l'Imu non può superare l'11,4 per mille.

Il pagamento va effettuato con il modello F24 da presentare a uno sportello bancario o postale se l'importo da versare è inferiore a 1.000 euro, altrimenti occorre procedere per via telematica. A differenza dell'Imu, a versare la tassa sui servizi indivisibili sono chiamati sia il detentore sia il proprietario: il primo è generalmente chiamato a corrispondere una cifra tra il 10 e il 30% dell'importo totale. Le detrazioni, infine, devono assicurare almeno l'esenzione per gli immobili della prima casa che non hanno mai pagato la tassa sul possesso degli immobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il