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Pensioni ultime notizie sistemi nuovi continuano inaspettatamente ad andare avanti quota 100, mini pensioni, assegno universale

Come cambiare ancora le pensioni e le ultime novità in discussione in queste settimane: cosa prevedono, per chi valgono e quali vantaggi porterebbero




Diverse le proposte di cambiamento alle norme pensioni già approvate nella Manovra 2016 e che prevedono diverse novità che sembrano combinare diversi piani di prepensionamento discussi in questi ultimi mesi. Tra le ultime notizie delle settimane appena trascorse, le proposte presentate dalla Commissione Lavoro che continua a chiedere possibilità di prepensionamenti per tutti con metodo di uscita a partire dai 62 anni di età con 35 anni di contributi e l’8% di penalizzazione, ma anche la nuova ipotesi di uscita con quota 100 a 64 anni e non più a 60.

Tra le proposte della Commissione e quelle presentate dal presidente dell’Istituto di Previdenza, che prevedono sistema di uscita prima per tutti a 63 anni con penalizzazioni che possono arrivare ad un massimo del 10%; assegno universale per gli over 55 a partire da 500 euro e da calcolare in base alla composizione del nucleo familiare; ricalcolo e contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, di 5mila euro lordi, con tagli ai vitalizi dei politici; e revisione delle prestazioni sociali, con netta divisione tra spesa assistenziale e spesa previdenziale, spiccano anche i nuovi sistemi in prova e a tempo limitato che sono stati messi a punto nelle scorse settimane, dal piano basato su quota con mini pensioni; all’estensione del contributivo donna, anche per gli uomini, sempre con mini pensione per bilanciare le alte penalizzazioni previste; all’assegno universale con mini pensione.

E proprio quest’ultima ipotesi di uscita prima mini pensioni e assegno universale sembra procedere, a sorpresa, verso una possibile approvazione finale. Questa novità permetterebbe a coloro che ad una certa età restano senza lavoro di andare in pensione prima, circa tre rispetto all’attuale soglia fissata, ricevendo un assegno lordo di circa mille euro. Esattamente come accadrebbe per un prestito, una volta maturati i normali requisiti pensionistici, il lavoratore stesso dovrà restituire parte della somma ricevuta.

Insieme a questo nuovo sistema, sembrano avanzano anche le possibilità di estensione del contributivo donna e la depenalizzazione di decurtazioni per precoci e usuranti che decidono di andare in pensione prima. Ma la strada verso concreti cambiamenti è ancora decisamente lunga e quando si parla di pensione siamo stati ormai abituati ad andare con cautela perché anche quando le ipotesi di cambiamento sembrano fattibili, alla fine vengono sempre bloccate.

L’auspicio è che per venire incontro a tutti, da cittadini a richieste di forze politiche e sociali, in virtù anche dei nuovi fondi concessi dall’Ue al nostro Paese, si possano mettere a punto e approvare ulteriori cambiamenti anche minimi come quelli già approvati ma che per lo meno possano essere convenienti e vantaggiosi per tutti i lavoratori. E forse la mini pensione con assegno universale potrebbe soddisfare queste richieste, senza considerare che, permettendo l’uscita prima di qualche anno, servirebbe anche per quel famoso rilancio dell’occupazione giovanile da sempre, a parole, perseguito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il