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Pensioni ultime notizie sistemi per uscire subito per pensione anticipata in prova tra le novità così come legge delega ufficiosa

Cosa prevede la legge delega pensioni e quali gli ultimi sistemi in prova presentati nelle ultime settime: novità, cosa prevedono e possibilità approvazione




Le ultime notizie sulle pensioni confermano la presentazione nella nuova Manovra di una legge delega per impegnare il governo a riprendere la discussione sulle pensioni in tempi certi e se non risponderà positivamente alla richiesta potrà essere presentato un emendamento in materia che verrebbe messo al voto in Senato o più probabilmente alla Camera. Obiettivo della legge delega è quello di trasformare in tempi certi le tante promesse fatte sulle pensioni in cambiamenti reali e concreti.

Le richieste contenute nella legge delega presentata dalla Commissione Lavoro del Senato riguardano, in particolare, mirano a rendere più facile l'uscita prima per tutti e a cancellare le ricongiunzioni onerose. Se il governo non dovesse lavorarci entro l’anno, decisamente difficile, sarà comunque obbligato a farlo a inizio del nuovo anno.

Ma le novità pensioni riportano anche ultime notizie sui metodi in prova di cui si parla ormai da settimana, si tratta dei sistemi basati sul piano di quota 100, sull’estensione del contributivo donna anche agli uomini, sull’ipotesi di assegno universale con mini pensione. Partendo dai piani di quota 100, due le versioni previste, una basata appunto su quota 100 con penalizzazioni al 12% ed erogazione di mini pensione per alleggerire questi tagli elevati; e l’altra sulla quota 100 ma non più a 60 anni di età per l’uscita ma a 64.

Anche il contributivo donna esteso agli uomini sarebbe combinato con la mini pensione che andrebbe, anche in questo caso, ad alleggerire le penalità previste e che in questo caso sono anche più alte, visto che sono fissate sul 25, 30%. Ultima in ordine di arrivo l’ipotesi di assegno universale con mini pensione, meccanismo che permetterebbe a coloro che restano senza lavoro in età avanzata di andare in pensione tre ani anni prima rispetto all’attuale soglia fissata, percependo un assegno di mille euro lordi, da restituire, però, in parte, una volta raggiunti i normali requisiti richiesti.

C'è chi sostiene che quest'ultimo sistema possa ben rispondere alle esigenze di cambiamento di tanti ed è probabile che gli altri meccanismi in prova, seppur limitati nel tempo, possano essere ancora una volta bloccati e sempre a causa della mancanza di quelle risorse economiche necessarie per agire. In tal caso dovrebbe essere la volontà politica ad intervenire, considerando i nuovi fondi concessi dall'Ue al nostro Paese e che, se non tutti ma almeno in parte, potrebbero essere investiti per novità pensioni, piuttosto che pensare sempre ad altri interventi considerati prioritari dal governo visto che, dalla prospettiva dei cittadini, nulla è più prioritario di cambiamenti pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il